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Il cd controdistribuzione speciale IV Congresso

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cd speciale esploso

In vista del Congresso, a febbraio del 2009 cd controdistribuzione ha realizzato un numero speciale, in formato magazine, che può essere consultato in formato pdf.

Di seguito pubblichiamo l'editoriale firmato dal Segretario Generale, Roberto Di Vincenzo, che, nonostante il passare degli anni, continua a mantenere una certa attualità oltreché essersi rivelato piuttosto profetico da diversi punti di vista.

 


 

VERSO IL CONGRESSO
DIFENDETE IL SINDACATO

di Roberto Di Vincenzo

Se c’è un vizio che la nostra categoria dovrebbe rimproverare a sé stessa è quello di avere la memoria corta.

Con troppa semplicità vengono date per scontate tutte le conquiste, anche le più avanzate, raggiunte nel corso della nostra storia. Quelle conquiste, per intenderci, che hanno cambiato la vita stessa ed i rapporti di forza all’interno del settore: gli accordi economici con le compagnie; la sorveglianza e l’aggiornamento degli aspetti normativi; le iniziative politiche assunte per sostenere le ragioni della Categoria; le politiche fiscali ed amministrative (il “bonus fiscale”, il Cipreg, il pagamento dei diritti camerali, la dichiarazione dei “cancerogeni”, ecc.) solo per fare qualche esempio.

Tutto viene metabolizzato in fretta con quella superficialità, diciamolo con franchezza, di chi si sente forte in un sistema di diritti che certamente ha conquistato sul campo, ma che ora considera, sbagliando, intoccabili.

Si tratta di un “vizio” che induce persino qualche collega, spesso nel momento stesso di rinnovare la tessera, a chiedere: ma il Sindacato che ha fatto?

Qualche risposta è contenuta anche in questo numero speciale del giornale, che, in previsione dell’appuntamento congressuale, intende stimolare la “memoria”, quale elemento fondamentale per costruire l’azione dei prossimi anni.

La conquista delle tutele, la difesa dei diritti, la rappresentanza delle istanze, la denuncia dei soprusi, la protezione dei singoli in un quadro di responsabilità collettiva.

Il Sindacato, in poche parole, è questo e, a volte, chiama anche alla mobilitazione, alla disubbidienza.

Quando è necessario anche allo sciopero, iscritti e non iscritti. Lo fa’ non per soddisfare un vezzo intellettuale, ma perché -nel tentativo di salvaguardare gli interessi dei Gestori- cerca di guardare avanti e considerare gli accadimenti presenti per definire una strategia futura che faccia sintesi delle istanze -spesso indifferenziate- che vengono dalla Categoria.

Il Sindacato esiste se esiste un rapporto “fiduciario” tra i Gestori ed il gruppo dirigente che la Categoria si è data. Un rapporto, è bene chiarirlo, che non può esaurirsi neanche con la distratta adesione all’Organizzazione: in altre parole ci vuole partecipazione.

E’ necessario che ogni singolo Gestore si renda conto che, a cominciare da oggi, ad essere in discussione è il suo futuro.

Lo scontro in atto nel settore –voglio ricordarlo anche ai più distratti- non è più solo economico, non riguarda più solo il periodico “aumento dei margini”, ma riguarda quegli aspetti normativi che hanno permesso alla categoria di emanciparsi rispetto alle condizioni esistenti negli anni sessanta.

L’azione sempre più invasiva delle compagnie petrolifere ha, come fine ultimo, il ribaltamento dei rapporti di forza all’interno del settore e la riduzione dei Gestori al silenzio, alla marginalità e all’obbedienza.

Per arginare una tale spinta la partecipazione è fondamentale. Non è sufficiente neanche “solo” iscriversi al Sindacato.

Che il Sindacato dei Gestori sia l’unico strumento nelle mani della Categoria, per le aziende è straordinariamente evidente. Per questo, l’attacco alla Categoria muove dall’attacco al Sindacato, alla rappresentanza ed al sistema dei diritti che incarna.

Di fronte a ciò la scelta di dividersi, di indicare pretese egemonie non concede speranze. C’è bisogno, al contrario, di coesione e di consapevolezza. I Gestori devono unirsi e non dividersi e il Sindacato deve aprirsi anche alle critiche, evitando di chiudersi in sé stesso, compiaciuto e tronfio per quello che ha realizzato in passato.

C’è bisogno di tutte le forze e le intelligenze disponibili; c’è bisogno di mettere da parte un pezzetto della visione di ciascuno e un pezzetto di “orgoglio di appartenenza”, se vogliamo candidarci a vincere -a nome della Categoria- la battaglia della vita.

La FEGICA, a partire dal suo IV Congresso Nazionale che si accinge a celebrare, fa’ appello alla ragione non solo delle Organizzazioni storiche, ma anche di quelle frange che, a priori, non avendo l’onere della proposta e della visione d’insieme, hanno saputo solo disapprovare, rivendicando una purezza ideologica di cui può compiacersi solo chi non ha il dovere, ogni giorno, di “sporcarsi le mani”.

D’altra parte, in questo panorama nel quale tutti gli sforzi dell’industria petrolifera sono rivolti a ribaltare il rapporti di forza, non deve nemmeno stupire che persino ex funzionari o dirigenti aziendali offrano parasindacale, tacendo di un passato vissuto a vessare i Gestori. Torna buona, in queste circostanze, la perplessità di Lacoonte che, come racconta Virgilio, di fronte al cavallo di legno lasciato di fronte alle mura di Troia: timeo Danaos et dona ferentes, temo i greci anche quando portano regali. Se i troiani non avessero fatto entrare il “dono” dei greci all’interno delle mura, confidando su una buona fede inesistente, la città non sarebbe stata distrutta.

I diversi “cavalli” che in molti stanno lasciando fuori dalle mura vanno lasciati dove sono: fuori, appunto. Anzi ciascuno è chiamato a presidiare e rafforzare le mura di cinta.

Con questo spirito andiamo a celebrare il nostro IV Congresso Nazionale, immaginando di offrire alla nostra Categoria ed al settore tutto, non solo un’analisi degli accadimenti ma anche idee e proposte per uscire da questa critica congiuntura e riprendere il cammino delle conquiste e dei diritti.

Abbiamo, radicata, una consapevolezza: la categoria si può salvare, come entità collettiva, solo se i suoi singoli componenti, i Gestori, avranno l’intelligenza e la capacità di rinnovare l’adesione alle iniziative e la propria partecipazione alla definizione della strategia. Diversamente, tutti sono destinati a perdere.

Difendere il Sindacato. E’ questa la chiave per continuare a vincere.


Scarica qui il formato pdf dell'intero cd controdistribuzione speciale IV Congresso