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SU IPERSELF H24 UN COPIONE GIA’ SCRITTO

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ENI DISPONE. FIGISC FIRMA. FAIB E FEGICA NON SI PIEGANO.

pubblicato su

CD FLASH n.2012-04 del 19.3.12

di Roberto Di Vincenzo

Anche questa volta Eni ha riproposto lo stesso schema, ormai logoro e stucchevole, che considera i Gestori

e le loro rappresentanze solo delle “pecore” da tosare.

Anche per l’iniziativa Iperself h24 eni ha prima assunto la decisione in completa solitudine, poi ha iniziato a raccogliere le “adesioni spontanee” (si fa’ per dire) dei Gestori ed infine ha convocato le Organizzazioni di Categoria mettendole di fronte alla sola possibilità di firmare un “verbale di intesa” il giorno stesso.

Un verbale nel quale Eni si sarebbe limitata a mettere nero su bianco qualche piccola concessione -una sorta di “una tantum” di avvio- che già veniva proposta per convincere i tanti Gestori recalcitranti: d’altra parte si sa, la prima “bustina” é sempre gratis.

Alle Organizzazioni veniva concesso di spendere quella intesa come un loro grande risultato.

Ma una cosa doveva essere chiara: Eni sarebbe comunque andata avanti lo stesso, raccogliendo le adesioni Gestore per Gestore.

Il tutto condito dal fervorino che il “momento é grave”; che Eni deve difendersi dall’aggressione dei competitor (?); che i costi del Gestore sono troppo elevati e che su quello bisogna intervenire drasticamente.

Anche “licenziando” gli addetti: una misura dolorosa ma necessaria che anche la direzione R&M era stata costretta ad assumere nel 2011.

La risposta a tutti i problemi, nella fervida immaginazione di chi l’ha scelta e sostenuta, é  l’iniziativa Iperself h24 che di fatto trasferisce gran parte delle vendite verso questa modalità, lasciando che al Gestore rimanga la pulizia del parabrezza o il gonfiaggio dei pneumatici o quei pochi clienti avventurosi che dovessero continuare a scegliere il “Servito” anche dopo che sui cartelli che pubblicizzano i prezzi ci sarà scritto in bella evidenza “+10 €urocent/litro”.

L’obiettivo é quello di stringere il margine del Gestore ad una cifra non superiore a 15.000,00 €uro lordi per ogni milione di litri. Tanto per rimanere all’interno dei costi previsti.

Invece di “aprire la bocca tanto per muovere l’aria” é bene che ciascuno si assuma la propria responsabilità: la situazione attuale é l’effetto dell’introduzione di quell’articolo 28 della “legge Saglia” di luglio scorso, voluto da Eni e dai suoi sodali.

Un articolo che Faib e Fegica hanno duramente contrastato nella scorsa estate paventando quello che sarebbe poi accaduto e che ora, puntualmente si sta verificando.

E dire che c’era chi sosteneva che “sostanzialmente” l’articolo 28 era funzionale alla crescita della Categoria!

La fretta di Eni nel tentare di chiudere un’intesa con le Organizzazioni di Categoria é la dimostrazione del fatto che, stavolta, i Gestori già stremati dalle precedenti iniziative commerciali, che non hanno portato alcun risultato utile, sono stati recalcitranti ad aderire.

Quindi é diventato prioritario, per Eni, ottenere la “firma” del Sindacato, magari invogliato da qualche piccola e temporanea concessione economica riassorbibile in ogni momento.

Una firma da utilizzare laddove le minacce (sei rimasto solo tu; segnaleremo il tuo comportamento; metteremo le catene all’impianto; ti alzeremo i prezzi; il collega del Sindacato ti invita a non aderire perché lui prende uno stipendio; ecc.) non avevano sortito l’effetto desiderato.

Tutto legittimo? certamente no. Però così, per il momento, vanno le cose.

Premesso che, indipendentemente da tutti i “correttivi” economici, consentire ad Eni o a chiunque altro di accendere il pre-pay durante l’orario di servizio equivale ad un suicidio, noi siamo pronti a fare i conti ed a dimostrare che -anche con il riconoscimento dell’una tantum promessa (e chissà se mantenuta)- il Gestore non riuscirebbe a portare a casa più di 20 €uro/Klt.

Magari in attesa che -in un secondo momento e a piacimento di eni- quella stessa merce distribuita attraverso il pre-pay torni nella proprietà dell’azienda che, in questo modo, si metterebbe nella condizione di riconoscere al Gestore solo un ulteriormente ridotto margine per il “disturbo”.

In sostanza Eni immagina di raggiungere l’obiettivo di pagare i famosi 15/20 €/Klt a danno dei Gestori che rimarranno a fare i “guardiani” dell’impianto e ad osservare gli automobilisti fare rifornimento presso la colonnina “scontata”.

Anche se ormai non stupisce più, quello che rimane grave é il fatto che qualcuno sia sempre pronto a sottoscrivere accordi al ribasso e contro gli interessi dei Gestori.

In questo senso la giustificazione che senza intese i Gestori rimarrebbero soli a fronteggiare lo strapotere dell’Azienda appare un insulto all’intelligenza, oltreché un tentativo strumentale per parlare d’altro e “buttare la palla in tribuna”.

E per essere chiari é bene dire che rivendichiamo apertamente le ragioni che ci hanno convinto a sottoscrivere l’accordo del 25 novembre del 2010.

Peccato che quell’accordo l’Eni lo abbia attivato solo per la parte ad essa conveniente, ignorando quella parte che, invece, era posta a tutela dei Gestori (se qualcuno lo avesse letto se ne sarebbe accorto), con la motivazione che il “mercato era cambiato” e che, di conseguenza, le condizioni di miglioramento contenute nell’intesa non riteneva di applicarle.

Faib e Fegica queste cose le hanno denunciate ripetutamente. Anche venerdì scorso.

Nella convinzione che ci sono dei momenti in cui é necessario dire un no! forte e significativo, anche se sofferto e reso faticoso dalla consapevolezza della drammaticità della situazione nella quale versano ormai moltissimi colleghi.

L’unica preoccupazione che, al contrario, sembra avere chi é sempre pronto a qualsiasi firma, pare essere quella di giustificarsi e “difendersi” da possibili contestazioni della Categoria e delle altre Organizzazioni dei Gestori.

Se, per una volta, questi signori si impegnassero a formulare uno straccio di proposta autonoma, dotata di un minimo di respiro, invece di stare sempre con la matitina colorata a compilare l’elenco dei buoni (loro, le aziende, i Governi “amici”) e dei cattivi (Faib, Fegica e i molti Gestori che non capiscono la gravità del momento), sarebbe già un notevole passo avanti.

Per ora dobbiamo registrare che, a partire dalla fine del 2010 (per tacere del prima) hanno commesso un errore politico dopo l’altro: l’accelerazione sul provvedimento Saglia, decisa in solitudine mentre era aperto il tavolo al Ministero con Unione petrolifera; la definizione solitaria di un’intesa con Eni per i Gestori autostradali; la firma in solitaria di un protocollo con Eni proprio la mattina del giorno nel quale le tre Organizzazioni incontravano tutti gli AD (con conseguente “schiaffo” metaforico a tutte le altre compagnie petrolifere; l’attacco frontale e continuo rivolto (per molto tempo in solitaria) alle altre organizzazioni ree di aver elaborato una proposta che consentisse ai Gestori di difendersi dalla continua perdita di competitività e di erogato, causata dalle politiche in extrarete e di pricing attuate da Eni e dalle altre compagnie; la strenua difesa del testo del provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri il 19 gennaio che cancellava ogni tipo di contrattazione collettiva, rimettendo tutto alla “negoziazione individuale” fra compagnia o retista ed il singolo Gestore, compresi margini e contratti; il plauso rivolto a tutte quelle forze politiche che sostenevano che niente doveva essere cambiato in sede di conversione del decreto sulle liberalizzazioni rispetto al testo originale; il sostegno convinto al nuovo strappo che si stava determinando nel settore a danno dei Gestori, poi, recuperato in larga parte dalla iniziativa di Faib e Fegica; la successiva patetica rivendicazione dei miglioramenti ottenuti al testo del DL 1/2012 e giù per li rami fino all’intesa su Iperself h24 “per evitare che i Gestori rimanessero da soli”.

A noi, per dirla tutta, sembrava che l’intesa su Iperself 24 (ancorché non scritta nel dettaglio) fosse data per scontata! More solito.

In tutto questo c’é poi un punto di domanda sulla cui risposta non sarà per nulla banale che ci si interroghi.

Che faranno le altre compagnie petrolifere?

Si accoderanno, come hanno già fatto in passato, lungo i sentieri tracciati da eni che, dopo grandi apparenti sconvolgimenti, hanno portato solo al complessivo ridimensionamento dei margini operativi di tutti e all’impoverimento del settore? O decideranno finalmente di prendere altre e diverse strade?

Una scelta che immaginiamo essere tanto difficile e sofferta, come é stata la nostra, dalla quale dipende anche la stessa sopravvivenza per qualcuna di loro.


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