Mar13112018

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Back COMUNICAZIONE CD CONTRODISTRIBUZIONE Tamoil si deve mettere l'anima in pace: in Italia ci sono norme che vanno rispettate da tutti. Non interpretate a proprio uso e consumo

Tamoil si deve mettere l'anima in pace: in Italia ci sono norme che vanno rispettate da tutti. Non interpretate a proprio uso e consumo

tamoil autostrada sospesaTAMOIL NON PUO' IMPUNEMENTE FARE STRAME DI LEGGI E REGOLAMENTI CONTINUANDO A GODERE -COME NEL CASO DELL'INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO LARGAMENTE PRATICATA IN ASSENZA DI SANZIONI- DELL'INERZIA DI CONCESSIONARI AUTOSTRADALI DISTRATTI E DI UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE IMPIGRITA DALLA ROUTINE.

IN AUTOSTRADA STAVOLTA TAMOIL HA DAVVERO PASSATO IL SEGNO CERCANDO DI IMPORRE AI GESTORI CONTRATTI CON UN PREZZO IMPOSTO E ZERO DIRITTI, NEL SILENZIO PIU' TOTALE DI SOGGETTI CHE DOVREBBERO INVECE PRETENDERE IL RISPETTO DELLE LEGGI.

DOPO NUMEROSE SEGNALAZIONI FORMALI, FORSE E' GIUNTO IL MOMENTO DI CHIAMARE A RISPONDERE IN PRIMA PERSONA GLI A.D. DI TAMOIL, DELLE SOCIETA' CONCESSIONARE E IL RESPONSABILE DEL MIT PER OMESSA VIGILANZA.

E' davvero intollerabile che nel nostro Paese, complice la superficialità degli organi preposti alla vigilanza, un soggetto economico che è chiamato ad onorare una concessione pubblica, si comporti come il più retrivo dei retisti.

Intollerabile non soltanto per la sostanza -il che è fuori discussione- ma anche per la forma e per l'arroganza con la quale Tamoil immagina di "regolare" i suoi rapporti con i Gestori -e con le loro rappresentanze- all'interno di uno Stato di diritto retto da Leggi, norme e Regolamenti, varati dal Parlamento della Repubblica.

Dopo aver chiuso unilateralmente, per oltre due anni e mezzo, impianti autostradali non ritenuti più "remunerativi" ed aver chiuso il suo contenzioso con alcune concessionarie, con una seraficità che sfida la sfacciataggine, la Tamoil si è ripresentata alle gare di evidenza pubblica bandite per l'affidamento di alcune aree di servizio offrendo la sua candidatura per ottenerne la conduzione in veste di subconcessionario.

Aggiudicatasi alcune di queste Aree (anche di quelle che erano state chiuse unilateralmente in violazione della garanzia della continuità e regolarità del pubblico servizio contenuta nei disciplinari di concessione) ha trovato un nuovo modo per segnare l'ennesimo distinguo.

Ignorando quanto contenuto nel Decreto Interministeriale del 7/8/2015, ha preteso, dai Gestori, la sottoscrizione di un contratto (definito da una precisa norma di carattere generale) con una variante: il Gestore si sarebbe dovuto impegnare alla rinuncia dell'applicazione degli Accordi stipulati dalle Organizzazioni di Categoria e praticare, al pubblico, il prezzo indicato dalla stessa Tamoil.

Ove il Gestore avesse eccepito che tale norme fossero in contrasto (e violazione) con la normativa generale, la stessa compagnia petrolifera - che impone tra l'altro il rispetto di un Codice Etico - ha accolto tale legittima evidenza del Gestore come se fosse una rinuncia ad esercitare il diritto alla continuazione della gestione.

Insomma Tamoil nel suo delirio di onnipotenza, lascia intendere di volersi esercitarsi nella riscrittura delle norme: non solo di quelle poste a regolazione del settore, ma anche quelle contenute nel codice civile e di quelle poste a tutela della concorrenza e del Mercato!

L'AD di Tamoil, Luca Luterotti e il Direttore Carlo Guatteo dovrebbero sapere che, in Italia, proprio per l'intervento dell'AGCM, al rivenditore non può essere imposto un prezzo di vendita (a tale proposito sarebbe bene che rileggessero il Regolamento CE 330/2010).

A questa ultima presa di posizione, ci saremmo aspettati che le società concessionarie autostradali -così pronte ad assecondare la Tamoil tollerando la chiusura unilaterale delle Aree di Servizio in violazione del pubblico servizio)- avessero eccepito che tali politiche sono in aperto dispregio di quanto contenuto non solo nel Decreto Interministeriale del 7/8/2015 ma di tutte le Leggi che sono richiamate nella sua premessa e, quindi, impraticabili. Purtroppo dalla concessionarie autostradali arriva solo un silenzio assordante: ciò le rende evidentemente complici di questa arrogante gestione della "cosa pubblica" e non potranno, quando saranno chiamate in giudizio, dire che non erano a conoscenza delle violazioni normative messe in atto da Tamoil.

E magari, dovranno spiegare perchè le Aree abbandonate unilateralmente da Tamoil non sono state rimesse a gara o riaffidate temporaneamente -come avvenuto, ad esempio sulla Sa-RC (aspettando che la stessa Tamoil risolvesse il suo contenzioso legale).
Non si voleva forse disturbare il manovratore?

I concessionari dovrebbero scegliere se sorvegliare sulla corretta applicazione delle norme e della corrispondenza fra questi comportamenti ed i bandi di gara, con l'obiettivo di valutare la compatibilità fra l'aspetto formale e quello sostanziale.

Ma, come è noto, le società concessionarie hanno dimostrato estrema tolleranza nei confronti dei soggetti "industriali" che, forzando l'interpretazione delle norme, lavorano ai limiti della normativa. Anche quando si è trattato di verificare l'affidabilità complessiva del soggetto concorrente all'ottenimento della "sub-concessione".

Ma, se questo è grave, altrettanto grave -se non più- è la superficialità della Pubblica Amministrazione che, ripetutamente informata, con atti formali, dalle Organizzazioni di Categoria, circa le inadempienze di Tamoil (tanto sotto il profilo dell'interruzione del pubblico servizio quanto sotto il profilo della violazione della norma), non ha inteso muovere un dito.

Anche questa, a nostro modo di vedere, è un'abdicazione al diritto/dovere di esercitare quella sorveglianza sulle concessioni che è affidata ad una direzione apposita all'interno del MIT.

E' chiaro che se esistono le norme -precise, puntuali ed incontrovertibili- ma la loro violazione non comporta l'assunzione di decisioni -quali la revoca dell'Affidamento e finanche la revoca della concessione al titolare- ognuno senta di poter agire all'interno di un brodo primordiale fatto di impunità, permissivismo ed affermazione del principio che le norme si applicano solo all'ultimo anello della catena. Intendiamo muoverci, su questi aspetti di una vicenda che appare almeno oscura ed opaca, sul piano della proposta (e dell'indagine) parlamentare senza tralasciare, nel contempo, la segnalazione all'Autorità Giudiziaria dei comportamenti di Tamoil che abbiamo appena riassunto ma anche le "distrazioni" che hanno caratterizzato i comportamenti delle concessionarie dei servizi autostradali che sono tenute a far rispettare la norma principe sulla scorta della quale sono state autorizzate le gare per gli affidamenti.

Infine cercheremo di illustrare nelle sedi giurisdizionalmente competenti come il Ministero dei Trasporti e dello Sviluppo Economico, regolarmente informati della situazione e ripetutamente invitati ad assumere le decisioni di competenza, abbiamo ignorato le sollecitazioni incoraggiando così -di fatto- la violazione delle norme di Legge e regolamentari da parte di Tamoil che ha inteso reiterare comportamenti in palese violazione del dettato contenuto -da ultimo- nel Decreto Interministeriale del 7/8/2015.

Va ricordato, infine, che la normativa richiamata nel citato Decreto Interministeriale chiarisce che l'abuso di dipendenza economica come conseguenza dei comportamenti del fornitore in esclusiva, sia lesiva dei diritti della parte più debole (ed esposta): l'Affidamento "sta in piedi" solo se le norme richiamate vengono, tutte, rispettate. Senza escamotage e senza forzature.

Analoga segnalazione, infine, partirà con destinazione AGCM affinchè verifichi se -dopo aver approvato ben due proroghe che hanno ritardato lo svolgimento delle gare per circa due anni ed aver accettato che non si procedesse alla ristrutturazione della rete autostradale attraverso una significativa chiusura di Aree di servizio ridondanti e non competitive- i comportamenti adottati da Tamoil Italia SpA, in spregio delle norme che presiedono allo svolgimento della concorrenza all'interno del micro mercato rappresentato dal "nastro autostradale", possano configurare una violazione delle regole generali della concorrenza.

Ci auguriamo che la nostra iniziativa possa far riflettere, in primis la Tamoil e, poi, tutti gli altri soggetti coinvolti.
Deve essere chiaro che per operatori spregiudicati, non deve esistere alcun diritto di cittadinanza.

CD Controdistribuzione edizione flash n.6 del 17.4.2018

 


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