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NIENTE LIBERALIZZAZIONE. IL GOVERNO SI ARRENDE AI PETROLIERI.

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comunicato stampa cnu4

IL GOVERNO FA RETROMARCIA E CAPITOLA DAVANTI AI PETROLIERI. TRADITE LA ATTESE DEI CONSUMATORI CONDANNATI A PAGARE I PREZZI DEI CARBURANTI PIU’ ALTI D’EUROPA. I GESTORI PUNITI PER AVER SOSTENUTO LA LIBERALIZZAZIONE E CONSEGNATI, MANI LEGATE, AI PETROLIERI. PRONTI ALLO SCIOPERO NAZIONALE

Alla fine il Governo fa retromarcia su tutta la linea di fronte alla potente lobby dei petrolieri, i cui privilegi non vengono neanche scalfiti ma persino rafforzati dalle misure che sono in procinto di essere varate.

Nessun impianto “multimarca”, così come anche l’Antitrust aveva recentemente chiesto.

Nessuna libertà per i gestori di rifornirsi sul libero mercato alle condizioni più convenienti per poter dare agli automobilisti italiani prezzi più bassi dei carburanti.

Automobilisti che, insieme ai gestori, sono i veri gabbati dalla solita politica degli annunci.

Il Governo si limita a gettare fumo negli occhi dell’opinione pubblica “liberando” solo chi è già libero, cioè i proprietari gli impianti: alla fine il provvedimento non riguarda più di 500 impianti su 25.000.

Per il resto, il controllo dei petrolieri sull’intera filiera, “dalla culla alla tomba”, che consente loro di mantenere in Italia i prezzi più alti d’Europa, viene completato definitivamente con un regalo inaspettato: ogni compagnia potrà fissare le condizioni contrattuali che vuole, con ogni singolo benzinaio, senza nessuna tutela, nessuna contrattazione, nessuna mediazione collettiva.

Il risultato finale è che il Governo consegna al nostro Paese una distribuzione carburanti ancora più ingessata, difendendo e rafforzando gli interessi e le rendite di posizione dei monopolisti, ingannando gli automobilisti che sono condannati a pagare prezzi sempre più alti.

Emerge chiara, anche attraverso la possibilità data ai petrolieri di espellere i gestori e fare impianti completamente selfizzato, la volontà di punire una intera categoria di lavoratori, titolari di piccole impresa, per il semplice fatto di avere osato sostenere la vera liberalizzazione del settore, sfidando i poteri forti.

Il Governo che tante speranze ed attese aveva voluto autorizzare, si fa artefice di una operazione che, invece, straccia trent’anni di lotte tese a liberare il settore e la categoria dei gestori dal controllo dei petrolieri.

Alla luce di questo il Coordinamento Nazionale Unitario di Faib Confesercenti e Fegica Cisl dichiara l’immediato stato di agitazione e la chiusura per sciopero degli impianti stradali ed autostradali di 10 giorni.

Le date saranno indicate e rese note se e non appena le bozze di decreto circolate in queste ore dovessero trovare conferma ufficiale.

Comunicato Stampa CNU Faib/Fegica del 19.1.12.pdf

 


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