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SCONTI ENI: SPECCHIETTI PER LE ALLODOLE. SCIOPERO A LUGLIO.

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comunicato stampa cnu4

SCONTI ENI: BASTA SPECCHIETTI PER LE ALLODOLE. SUBITO GIU’ I PREZZI DEI CARBURANTI OVUNQUE COME SULLE POMPE BIANCHE. I GESTORI PRONTI ALLO SCIOPERO A LUGLIO.

L’iniziativa “riparti con eni” è l’ennesima trovata che l’industria petrolifera italiana cerca di trasformare in un grande avvenimento: se, come dimostrano gli impianti della GDO e no logo, ci sono gli spazi economici per farlo, le compagnie petrolifere hanno il dovere di abbassare i prezzi dei carburanti ovunque, tutti i giorni e per tutte le modalità di vendita.

E’ questo il primo commento dei Presidenti di Faib Confesercenti e Fegica Cisl, Martino Landi e Roberto Di Vincenzo, a nome del Coordinamento Nazionale Unitario dei Gestori italiani.

Una volta di più si dimostra la tendenza in atto a sfruttare strumentalmente solo sul piano comunicazionale azioni commerciali assai modeste sul piano dell’impatto e del beneficio per i consumatori, rispetto a quello che le condizioni di mercato autorizzerebbero ad attendersi.

Fare azioni di richiamo meramente pubblicitario per gli automobilisti sulla base di “sconti” sui carburanti -peraltro solo in alcune ore della settimana, solo su un numero limitato di impianti e solo se ci si serve con la macchinetta pre-pay e che consentono un semplice recupero degli eventuali oneri con un “invisibile” aumento dei prezzi su tutta la rete- nascondono la vera intenzione dell’azienda di Stato e che detiene la posizione dominante del mercato.

L’obiettivo di Eni -prosegue la nota dei due Presidenti- è quello di diminuire i propri costi fissi, non certo di abbassare i prezzi dei carburanti, attraverso il processo di espulsione già avviato di decine di migliaia di lavoratori e delle piccole imprese di gestione dal settore.

Tutto ciò produce un doppio gravissimo pregiudizio che l’industria petrolifera, in questa congiuntura delicatissima, sta cercando di scaricare sul Paese e sulla collettività per il proprio privatissimo interesse:

  • l’aumento del costo sociale della crisi, attraverso l’accentuazione consistente del dato di disoccupazione e di fallimento delle imprese;
  • l’interruzione di quel processo di liberalizzazione avviato con il decreto “cresci Italia” con il quale Governo e Parlamento avevano individuato proprio in una maggiore autonomia dei Gestori dalle compagnie petrolifere, l’elemento grazie al quale aprire finalmente il mercato, aumentare la concorrenza e abbassare i prezzi dei carburanti.

Per tutte queste ragioni, il Coordinamento Faib/Fegica ha già provveduto ad interessare direttamente il Presidente del Consiglio Monti e il Ministro Passera.

La drammatica situazione in cui versano le imprese delle decine di migliaia di Gestori italiani stradali e autostradali -stretti tra la contrazione dei consumi e l’invadenza delle compagnie petrolifere- spinge il Coordinamento Nazionale Unitario -conclude la nota- a dichiarare l’immediato stato di agitazione della Categoria e a mettere allo studio la prossima proclamazione di uno sciopero generale -sul quale auspicano che ci sia la più ampia convergenza- da effettuarsi già nella prima metà di luglio, con l’obiettivo di ottenere -vista la disponibilità economica dei petrolieri- che, su tutti gli impianti vengano abbassati immediatamente i prezzi dei carburanti.

Comunicato Stampa CNU Faib/Fegica del 14.6.12.pdf


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