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I GESTORI EG ITALIA: COSI' NON VA!

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eG Italia

Riproduciamo di seguito il testo della comunicazione congiunta a firma dei Presidenti di Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc Confcommercio, inviata a EG Italia a seguito della riunione del 22.10.18.

 


 Roma, 26 ottobre 2018

 

Spett.le EG Italia SpA

c.a.: Ing. Salvatore Bianca

c.a.: Ing. Ugo Corridi

 

Oggetto: Accordo sottoscritto in data 17 Luglio 2018. Riunione del 22.10.2018.


Egregi Signori,

facciamo seguito all'incontro tenuto all'inizio di questa settimana per esprimere il nostro disappunto per come la riunione, richiesta dalle scriventi, si è articolata e per i contenuti che l'Azienda ha voluto imprimere all'incontro medesimo.

Innanzitutto, ci sia concesso di dire, le nostre Federazioni si sarebbero aspettate che l'Azienda imprimesse un altro taglio alla riunione, tenuto conto che ciascuno di noi ha provato a mettere "sul piatto" tutta la sua professionalità: ciò per impedire che si giungesse, prima ancora di individuare una soluzione ai problemi sollevati, ad una rottura traumatica.

L'Accordo che abbiamo sottoscritto tre mesi fa' poggia su alcuni elementi fondamentali: tra essi, il primo ad emergere è il rispetto e la dignità -e non la sua libera interpretazione da parte aziendale- delle argomentazioni che più tornano comodo, a scapito di una Categoria -quella dei Gestori- che, evidentemente, continua ad essere ritenuta dall'Azienda -nonostante le professioni di fede sulla centralità del Gestore- come "terminale inintelligente" di politiche commerciali costruite a tavolino. Senza alcun riscontro con dati obiettivi. Con la realtà dei fatti.

Ciò è ancora più grave quando le argomentazioni svolte dalla EG fondano la loro ragione d'essere su un'interpretazione dell'Accordo univoca, contraddittoria, riduttiva, "fiscale fino al parossismo" e fuori da ogni ragionevole dialettica fra le Parti. E dire che nell'Accordo richiamato avevamo fatto uno sforzo per non ridurre il confronto ad contrapposizione ideologica che, alla fine, si sarebbe rivelata controproducente. Per tutti.

Tanto per citare alcuni (e solo alcuni) elementi di criticità, dobbiamo sottolineare, in prima istanza, la pretesa dell' Azienda di confondere (strumentalmente) la violazione della norma riguardante il superamento del prezzo massimo (per la quale è stata concordata una procedura di contestazione all'art 8 ” PREZZO MASSIMO”) che pure in alcuni casi può essere accaduto e per poche ore, con il diritto del singolo Gestore di avvalersi della possibilità prevista dall’accordo medesimo (art 4 - DEFINIZIONE DEI PREZZI CARBURANTI- cfr “Prezzo Massimo” ) : “ ….esso è rappresentato dal Prezzo Consigliato maggiorato di un importo pari a 9,00 €/kl per le vendite effettuate in modalità servito e 7,00 €/kl per le vendite effettuate in  modalità self-service”. Il tutto al netto di una normativa -nazionale ed europea, ben nota ad EG, -che lascia libero il rivenditore di fissare il prezzo al pubblico e, nel contempo, vieta al fornitore in esclusiva (per poter rimanere tale) di obbligare il rivenditore a rispettare un prezzo imposto: ciò determinerebbe -secondo il legislatore nazionale e comunitario- una decadenza dalla deroga ad effettuare singole transazioni senza ottenere, in via preventiva e su tutti gli atti, l'approvazione dell'Unione Europea (cfr. art. 4 Regolamento CE 330/2010).

Quindi, una volta e per tutte mentre sottolineiamo l'originale interpretazione della norma richiamata -soprattutto a livello periferico anche mentre vi scriviamo- vi significhiamo che provvederemo a segnalare ulteriori "abusi" anche sottoforma di indebite pressioni, premi o punizioni -anche effettuati dai singoli- direttamente agli organi competenti affinchè sanzionno tali comportamenti assunti in violazione della norma (fatto salvo l'insopprimibile diritto a seguire tutte le strade giurisdizionalmente perseguibili in territorio italiano).

Chiarito questo aspetto -e non ce ne sarebbe stato bisogno- vorremmo inoltre sottolineare come lettere standard di contestazione del superamento del prezzo massimo -debitamente prestampate e spesso completate a mano- si riferiscano a vaghi periodi temporali di una settimana: contestare ai singoli Gestori alcune decine di litri (dopo aver preteso il cambio di prezzo alle ore 24.00') è veramente strumentale e sottende la volontà dell'Azienda di "creare, artificiosamente, il caso" per evitare di affrontare argomenti più pregnanti: dalle diffuse, mancate manutenzioni al mancato adeguamento degli erogatori self-service pre pagamento (anche a ridosso dell'introduzione dell'obbligatorietà della fatturazione elettronica); dal mantenimento degli impianti cosiddetti "express" (sui quali non è stato fatto alcun intervento strutturale se non quello di mantenere i margini antecedenti all'Accordo e tagliato la trance dell’ulteriore sconto variabile) al ritardo nella predisposizione della comunicazione [imputabile alla costruzione (?) di cartelli] per gli impianti trasformati in "split lane", così come nella predisposizione delle note credito a compensazione delle differenza fra pricing fatturato e quello "raccomandato" per le vendite al pubblico; dai mancati interventi di sostegno alle situazione di criticità derivanti dalla prima applicazione dell'Accordo fino alle politiche di "pricing e di margine" per gli impianti che non possono essere trasformati in "misti".

A coronamento di questa situazione di diffuso malessere c'è poi la questione della competitività del prezzo che, come recita l'Accordo richiamato in premessa, deve essere equo e non discriminatorio: tale cioè da consentire al singolo Gestore di competere sul mercato di riferimento. L'elemento a prevalere invece è stato un significativo aumento dei prezzi consigliati al pubblico in maniera diffusa - dal 14 febbraio scorso (cioè dal passaggio fra Esso ed EG)- che sta determinando una corrispondente significativa perdita di volumi ( e di ricavi per le gestioni)

Poi rimangono aperte tutte le questioni che -per evitare altri argomenti di conflittualità- abbiamo demandato a tavoli tecnici che, ci sembra, ancora non siano entrati nell'agenda dell'Azienda.

Queste erano le situazioni di criticità che abbiamo cominciato a riscontrare nell'applicazione dell'Accordo e che avremmo voluto, serenamente e costruttivamente, argomentare intorno al tavolo del 22 ottobre ma che per la particolare (ed immotivata) aggressività dell'Azienda -sopratutto sul prezzo massimo, rispetto al quale sono state espresse diverse posizioni in evidente contraddizione fra di loro- non siamo riusciti a rappresentare nei modi che avremmo voluto (e potuto).

A questo ultimo proposito auspichiamo che le prossime riunioni -tanto sui temi di carattere generale quanto su quelli demandati all'esame dei tavoli tecnici- avvengano - e rapidamente - in un clima disteso e di collaborazione costruttiva immaginando che Gestori ed Azienda siano "corni di un'unica fiamma" e non soggetti in armi fra loro: questa per noi è la precondizione per continuare il confronto che crediamo debba articolarsi sui contenuti e senza alcuna pregiudiziale negazione delle problematiche emergenti. Un approccio che crediamo -con spirito costruttivo- possa essere condivisa anche dall' Azienda.

Vivissime cordialità.

F.TO:

Faib Confesercenti - Martino Landi

Fegica Cisl - Roberto Di Vincenzo

Figisc Confcommercio - Maurizio Micheli


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