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ENI ALZA I PREZZI E CACCIA I BENZINAI

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comunicato stampa cnu4

CARO BENZINA: ENI VIOLA LA LEGGE, TRASCINA I PREZZI AL RIALZO E AVVIA AZIONI PER CACCIARE I BENZINAI. IL GOVERNO INTERVENGA. I GESTORI CONVOCANO LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER IL 13 MARZO.

Mentre la crisi morde e i consumi petroliferi calano, Eni -l’azienda petrolifera leader del mercato, il cui azionista di riferimento è ancora saldamente lo Stato- da un lato trascina i prezzi al rialzo e, dall’altro, manda un “messaggio” a Parlamento e Governo, rei di aver avviato il processo di liberalizzazione ed apertura del mercato dei carburanti.

E’ la denuncia, affidata ad una nota, che parte dal Coordinamento Nazionale Unitario dei gestori di Faib Confesercenti e di Fegica Cisl.

Dall’inizio del mese di febbraio, in appena 36 giorni, Eni ha modificato al rialzo i suoi listini 10 volte sulla benzina e 8 volte sul gasolio: da allora i prezzi sono aumentati rispettivamente di 6,5 e di 3,5 cent/litro, posizionando il “cane a sei zampe” stabilmente oltre il prezzo medio di tutte le altre compagnie.

Una situazione intollerabile -tanto più grave perché causata da una azienda a capitale pubblico- che non trova giustificazione alcuna, neanche nelle fantasiose e logore ripetizioni sull’andamento dei mercati internazionali e nella foglia di fico della virtuale quotazione “platt’s”, messa sotto accusa persino a livello internazionale dalla IOSCO (Organizzazione Internazionale delle Autorità di controllo dei mercati finanziari) che prosegue la propria indagine su mandato del G20, dopo le indagini avviate in Italia da Antitrust e Corte dei Conti.

L’Eni punta direttamente contro i Gestori che proprio in queste ore vengono messi ai margini del loro stesso impianto, sostituiti dalle macchinette self service aperte h24 e scippati di una parte consistente del loro margine, anche loro colpevoli per aver sostenuto il decreto liberalizzazioni che, grazie alle modifiche votate dal Senato, introduce i primi veri elementi di apertura del mercato dei carburanti.

Si tratta di un’azione grave perché varata unilateralmente e in violazione delle leggi dello Stato che impongono di regolare le relazioni tra gestori ed azienda attraverso una negoziazione collettiva alla quale Eni si sottrae da tempo.

E’ in una tale situazione che Eni prima aumenta i prezzi e poi finge di fare sconti, tagliando i servizi ai cittadini, costringendo gli automobilisti verso la macchinetta self service ed espellendo migliaia di gestori e decine di migliaia di loro addetti, con conseguenze ulteriormente drammatiche sotto il profilo occupazionale per l’intero “sistema Italia”.

Il Coordinamento Faib/Fegica chiede con forza al Governo di intervenire e al Ministero dello sviluppo economico di assumere l’iniziativa prevista dalle norme per ripristinare la legalità: richiami Eni e avvii immediatamente un tavolo di confronto negoziale, con lo scopo di ottenere un abbassamento dei prezzi e di arrestare l’espulsione coatta dal settore di migliaia di piccole imprese.

Faib e Fegica -conclude la nota- annunciano una manifestazione nazionale pubblica che si terrà a Roma, presso l’Hotel Nazionale/Capranichetta (di fronte alla Camera dei Deputati), il prossimo 13 marzo, con inizio alle ore 10.30, a cui sono stati invitati anche autorevoli rappresentanti del Governo e del Parlamento.

Comunicato Stampa CNU Faib/Fegica del 7.3.12.pdf


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