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Back COMUNICAZIONE COMUNICATI FEGICA SENZA INTERVENTI SULLA FILIERA, PREZZI OLTRE I 2 € PER PROFITTI MILIARDARI ALLE COMPAGNIE

SENZA INTERVENTI SULLA FILIERA, PREZZI OLTRE I 2 € PER PROFITTI MILIARDARI ALLE COMPAGNIE

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“Finito l’effetto “scontone” –con l’imposizione delle file come ai tempi del razionamento- si ricomincia daccapo. I prezzi continuano ad aumentare e i consumatori a sborsare centinaia di milioni di €uro che, puntualmente, finiscono nelle tasche delle multinazionali del petrolio aumentando a dismisura i loro profitti. Il tutto aggravato da un fisco rapace che confonde il carburante con il bancomat nel quale basta inserire la tessera per far uscire il denaro.


Il problema è che il denaro è finito e automobilisti e Gestori sono stufi di dover sottostare a questo ricatto messo in atto dai petrolieri e tollerato dal Governo”.

Lo afferma Roberto Di Vincenzo, Presidente della Fegica Cisl, che aggiunge come “il problema risieda da un’altra parte. Cioè nella strumentale decisone delle compagnie di seguire un doppio binario: congelare i profitti a monte, nei forzieri delle “Corporate” e mantenere stratosferici i prezzi di cessione di greggio o prodotti finiti alle società o divisioni operative come se ciascuna di queste non contribuisse al “bilancio consolidato” della medesima Corporate.

Perché, fin’ora nessuno si è posto la domanda del differenziale che esiste fra prezzo al pubblico (anche prima delle tasse) e costo di ricerca, estrazione e trasporto di un barile di petrolio?
Qual è la credibilità di un “mercato” prigioniero di una quotazione internazionale dei prodotti finiti riferita da una “rivista” controllata da un gruppo editoriale partecipante e partecipato da compagnie petrolifere multinazionali e nella sfera della società di “rating” Standard & Poor’s?

Giusto rilevare che in Italia ci sono più tasse che nel resto d’Europa, giusto osservare l’inapplicazione del Decreto Bersani sulla sterilizzazione dell’Iva sugli aumenti del prezzo industriale, ma indispensabile è che si avvii un’indagine su tutta la filiera petrolifera e, soprattutto che il mercato si liberalizzi per davvero -e non come fatto con il decreto salva Italia- offrendo la possibilità a tutti gli operatori di approvvigionarsi, senza alcun vincolo, di esclusiva, per far scendere realmente i prezzi al pubblico.

Questa è l’unica strada per provare ad invertire la tendenza: quella degli aumenti infrasettimanali per compensare gli sconti nei week-end si è rivelata un altro buco nell’acqua.

La Categoria dei Gestori, penalizzata da diminuzioni delle vendite e partecipazione agli sconti, valuta che questo sarà un autunno carico di incognite, di prezzi alti che innescherà un meccanismo perverso che consumatori, Gestori e lavoratori del settore, saranno chiamati a pagare.

 

Comunicato Stampa Fegica Cisl del 28.8.2012

50 euro

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Li dai al benzinaio. Ma a chi gonfiano le tasche?

Platts

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Cosa si nasconde dietro la quotazione internazionale

Mercato

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Tante liberalizzazioni nessuna liberalizzazione

Selfizzazione

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Mettono il self service e lo chiamano progresso

Pompe bianche

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Il segreto? Comprano in extrarete e senza esclusiva