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DIRETTA STREAMING FEGICA: PROVE TECNICHE DI PARTECIPAZIONE

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wlaliberta

La prima assoluta, il 21 novembre, con la diretta integrale dell'Assemblea nazionale degli "stati generali" di Faib, Fegica e Figisc (clicca qui se te la sei persa).

Poi, martedì scorso, la prima "conversazione" con Di Vincenzo e Timpani (clicca qui se te la sei persa), per illustrare e commentare l'incontro al Ministero dello sviluppo economico della mattina.

Esperienza che sarà replicata lunedì prossimo, sempre al termine della nuova convocazione del sottosegretario De Vincenti che si preannuncia decisiva, prima dello sciopero nazionale del 12 e 13 dicembre.

La Fegica, insomma, prova ad aprire un nuovo "canale" di comunicazione nel settore.

Nuovo non certamente in termini di mezzi o strumenti utilizzati: la "produzione" viene realizzata, come é facilmente riscontrabile, a dir poco in economia.

Semmai, almeno nelle intenzioni, la novità é e sarà per gli obiettivi che la Fegica si pone e nel linguaggio che ci sforzeremo di adoperare.

Scegliere di "andare in diretta" significa dovere o, meglio, costringersi a trovare la migliore sintesi tra l'attualità ed il percorso che a quella ha portato; tra l'analisi di ciò che é stato e la prospettiva che si apre di fronte; tra l'approfondimento delle questioni e l'immediatezza dell'informazione.

E tutto questo, mettendoci letteralmente la faccia, potendosi far guardare direttamente negli occhi, senza la rete di protezione che oggettivamente é insita nella costruzione di un comunicato, di una dichiarazione o di un pezzo scritto che può (e spesso deve) essere pesata e mediata con esigenze non direttamente espresse.

Poterlo fare con "mezzi propri" consente di rifuggire dalla semplificazione, dal battutismo, dalla ricerca dell'effetto cui é incatenata la "comunicazione" e i suoi "meccanismi".

Così come consente e, sempre nelle intenzioni, ci impone di offrire chiavi di lettura dei temi e degli avvenimenti che riguardano il settore e la categoria in particolare, possibilmente meno scontati, originali e soprattutto meglio centrati di quanto normalmente é concesso fare nei pochi secondi che il "tempo tiranno" mette a disposizione.

La scelta del metodo della "conversazione", in modo particolare in questa fase sperimentale di avvio, sta però a significare che gli obiettivi posti non sono solamente sul lato dell'"offerta".

Una Federazione come la nostra vive, prende forma e riesce a dare un senso alle ragioni per le quali si è, nel tempo, composta, attraverso il grado di interazione che riesce ad esprimere: al proprio interno, tra i diversi livelli che compongono la sua struttura organizzativa; con la categoria, con il numero infinito di sensibilità ed esigenze individuali che esprime, nel tentativo di proporne una sintesi nella quale si possano riconoscere il maggior numero possibile di queste; con il settore e con le controparti industriali, mai come oggi rinchiuse nel proprio ristretto ambito, sorde a qualsiasi richiamo o anche solo alle riflessioni che giungono da fuori il fortino nel quale sono arroccate; con il "resto del mondo" con il quale siamo chiamati necessariamente a confrontarci, vale a dire l'informazione, la politica, la pubblica amministrazione, le Istituzioni, ma anche la cosiddetta società civile come, ad esempio, le associazioni consumeriste.

La "diretta streaming" della Fegica proverà ad essere, se ne saremo capaci, strumento e terreno stesso di confronto aperto anche, se vorranno, a voci e posizioni differenti.

Ma nulla di tutto questo avrà avuto senso fino in fondo, se non sarà riuscito almeno in parte a restituire solida concretezza al concetto di partecipazione.

Non si tratta di inseguire impossibili e comunque solo virtuali "indici di ascolto".

Men che meno, riconoscimenti o "pacche sulle spalle".

Né contrabbandare lo spazio che offre una chat (che pure, a certe condizioni, non disdegniamo) come prova e garanzia del nostro essere liberi.

La libertà -come dovrebbe essere ormai noto a ciascuno- non é avere un'opinione.

C'é bisogno -ci sembra di poter dire, non solo nel nostro settore- di un risveglio delle coscienze diffuso e capillare.

Di un nuovo grado di consapevolezza individuale che spinga a dismettere i panni di una comprensibile quanto sterile lamentazione, per tornare urgentemente all'assunzione diretta di responsabilità e di iniziativa.

Se quel poco di patrimonio di conoscenza e informazione che la "diretta streaming" avrà saputo trasmettere, non sarà semplicemente "consumato" ma si trasformerà in partecipazione, si potrà dire che le prove tecniche, anche si vedesse male e si sentisse peggio, avranno dato il miglior esito possibile.

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