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FOLLIA EXTRARETE: LE PETROLIFERE SCONTANO 20 CENT ALL'IPERCOOP DI FOGGIA. I GESTORI IN SCIOPERO PER 7 GIORNI

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follia

Mentre l'intero settore si interroga e tutta l'attenzione della "politica" (con rispetto parlando) è attratta dal come fare a chiudere 5000 impianti incompatibili -o, come ci tengono ad insistere in Unione Petrolifera, insicuri- per ottenere 7 millesimi/lt di risparmio (!?).

Mentre i grandi manager dell'industria petrolifera italiana si affannano a spiegare ai gestori che, per combattere gli effetti devastanti delle scelte di cui sono essi stessi pienamente responsabili, è sufficiente che i gestori stessi rinuncino, dopo che ai litri che gli sono stati sottratti, anche ad un'altra quindicina di millesimi di margine.

Mentre la "politica" (con rispetto parlando), abituata ad essere sollecitata dagli industriali solo per farsi mettere nella condizione di avere finalmente ragione dell'ossessione (i gestori) che li perseguita e impedisce loro di dimostrare tutta la propria capacità manageriale, pensa a questo settore semplicemente come un bancomat o, al più, come "clausola di garanzia" verso l'Europa per coprire eventuali prossimi buchi di bilancio statale creati da previsioni di entrate erariali azzardate.

Mentre tutte le (poche) risorse intellettuali disponibili sono rivolte alle "pagliuzze", la "trave" della follia extrarete continua a picchiare duro e a produrre irrimediabili danni al settore, alle corrette dinamiche di mercato, agli asset industriali, alla rete commerciale ed a quanti, imprenditori o semplici lavoratori, hanno investito in essi per il loro futuro.

Dopo San Benedetto è la volta di Foggia ad essere teatro di questa follia: Ipercoop apre il proprio impianto e subito rastrella il 60% dei volumi di carburanti venduti in città, lasciando gli altri 42 punti vendita a dividersi il rimanente 40%.

E come è possibile?

Altrove troverete grandi iperboli sui "sacrifici" fatti a questi "nuovi" e altrettanto grandi capitani di azienda.

Ma se siete tra quelli che quando sentono rumore di zoccoli in lontananza, siete portati a credere che state solamente per assistere all'arrivo di un cavallo e non di una zebra, la risposta si rivelerà in tutta la sua semplicità: Ipercoop acquista i carburanti di una compagnia petrolifera, attraverso un'altra compagnia petrolifera, a condizioni tanto differenti rispetto a tutti gli altri impianti (compresi quelli che portano i marchi della prima e della seconda) da consentire a Ipercoop di praticare prezzi più bassi mediamente di 20 cent/lt.

20 cent! E a che dovrebbero servire i 7 millesimi di beneficio (del tutto ipotetico) atteso dalla complessa, per quanto "gioiosa", macchina da guerra della ristrutturazione della rete che comporta incerti iter legislativi, ingenti investimenti e altri anni di contenziosi amministrativi?

20 cent! E come potrebbero "servire alla causa" un'altra quindicina di millesimi rubati ai gestori, peraltro calcolati su volumi già dimezzati?

E, d'altra parte, senza risolvere questa follia, come potrebbe reggere economicamente anche il miglior progetto di ghostizzazione che ciascuna compagnia sta realizzando (immaginando, more solito, di essere migliore e più intelligente delle altre) una volta che dalle teorizzazioni, dalle applaudite presentazioni in power point e da poche centinaia di impianti, tutte andranno a regime più o meno arrancando?

Tuttavia queste sono domande che alle orecchie dei gestori di Foggia debbono suonare, tutt'al più, come un inutile filosofeggiare anteposto alla drammatica urgenza di dover sopravvivere.

7 giorni di sciopero, dal 6 al 12 dicembre: è questa la decisione presa dai gestori di Foggia insieme alle strutture territoriali di Fegica e Figisc, dopo che persino il Prefetto, dottoressa Luisa Latella, ha ritenuto necessario ed urgente assumere l'iniziativa di convocare tutte le parti ed interessare formalmente della questione, in nome dell'interesse generale, i Ministeri degli Interni e dello sviluppo economico.

Sono incendi -causati da questa follia- che ormai divampano in continuazione e ovunque sul territorio e che i grandi manager fanno finta (nella migliore delle ipotesi) di non vedere, sperando che, in un Paese nel quale "la legge non è mai un problema" e dove il senso di giustizia è costantemente mortificato solo un po' meno della ragionevolezza e della competenza, il problema si risolva da sé o, meglio, non si risolva affatto e senza conseguenze (per loro).

Non è una previsione inverosimile, almeno nell'immediato.

Ma non si può mai dire: gli incendi lasciati incustoditi, a volte, si approfittano inopinatamente del mancato controllo e con effetti, dopo, incontrollabili.

Ed è un'altra, l'ennesima, responsabilità di cui questa "classe dirigente" si sta caricando ai danni dell'intero settore e di quanti, ad ogni diverso titolo, in esso operano.

Di seguito pubblichiamo il testo del comunicato stampa congiunto di Fegica e Figisc con il quale è stata data la notizia di proclamazione dello sciopero di Foggia.


L’INDUSTRIA PETROLIFERA A FOGGIA SPINGE AL FALLIMENTO DECINE DI IMPIANTI CARBURANTI A MARCHIO, CREA CENTINAIA DI DISOCCUPATI E COSTRINGE I CITTADINI AD AVERE PREZZI ALTI SU TUTTO IL TERRITORIO DELLA PROVINCIA.

CAROCARBURANTI: GLI IMPIANTI DI FOGGIA IN SCIOPERO PER 7 GIORNI.

I GESTORI ACCUSANO: LE PETROLIFERE CI IMPONGONO PREZZI ALTI E FUORI MERCATO UCCIDENDO LE NOSTRE ATTIVITA’.

Per 7 giorni consecutivi -dal 06 dicembre 2013, al 12 dicembre 2013- tutti gli impianti di Foggia rimarranno chiusi, per costringere le compagnie petrolifere ad abbassare i prezzi dei carburanti imposti ai gestori, che penalizzano i consumatori e spingono al fallimento le piccole imprese di gestione.

E’ quanto stato deciso da una assemblea generale dei gestori di Foggia e proclamato dalle loro Organizzazioni di categoria, Fegica Cisl e Figisc Confcommercio.

L’eccezionale e assolutamente inedita decisione è stata assunta a fronte della drammatica condizione di sofferenza dei gestori che mette ormai più che a rischio sia i livelli occupazionali, sia la capillarità stessa del servizio di distribuzione carburanti per la cittadinanza, soprattutto dopo l’apertura di un punto vendita cittadino legato ad un noto marchio della distribuzione organizzata che con prezzi inferiori fino a 20 cent/litro, rastrella già oggi oltre il 60% dei volumi di carburanti venduti nel comune.

Proprio i prezzi praticati dal noto ipermercato sono la dimostrazione lampante che, come sostengono i gestori, avere prezzi dei carburanti più bassi anche sugli impianti che recano i marchi delle compagnie petrolifere non solo è possibile, ma è anche necessario se si vuole rispettare le leggi vigenti.

Sono, infatti, proprio le compagnie petrolifere a rifornire di carburanti l’ipermercato a condizioni del tutto differenti da quelle imposte ai gestori, attraverso la clausola dell’esclusiva, in aperta violazione della legge 27/2012 che, nell’interesse collettivo, imporrebbe alle stesse petrolifere di assicurare condizioni eque e non discriminatorie per consentire ai gestori di concorrere sul mercato.

Con i prezzi di vendita che le petrolifere assicurano all’ipermercato, ai gestori non sarebbe nemmeno lontanamente sufficiente rinunciare per intero al proprio margine -3,5 cent/litro lordi- per poter essere competitivi.

Per queste ragioni, ai gestorI. per poter esercitare il loro sacrosanto diritto di difendere le loro attività, i lavoratori occupati ed il servizio reso agli automobilisti non rimane che costringere le compagnie ad abbassare i loro prezzi o chiedere alle Autorità l’autorizzazione di rifornirsi sul libero mercato alle migliori condizioni esistenti, come viene concesso all’ipermercato.

Proprio per porre tali questioni i gestori e le Organizzazioni di categoria hanno incontrato e informato nelle scorse settimane il Prefetto di Foggia che si è già attivato presso i Ministeri dell’Interno e dello Sviluppo economico, oltreché la Regione Puglia.


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