Mar22082017

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RAZIONALIZZAZIONE, CONCORRENZA E VERTENZA AUTOSTRADE: IL "PUNTO" DI ROBERTO DI VINCENZO

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chk news 01Ha recentissimamente visto la luce una nuova esperienza editoriale -Check-Up Prezzi news - Quotidiano on line Distribuzione Carburanti e Mobilità Alternativa- che si avvale della collaborazione personale di esperienze consolidate, significative e valenti a cui, senza retorica, va il nostro sincero augurio di buon lavoro.

Di seguito, per gentile concessione, pubblichiamo link e testo dell'intervista al Presidente di Fegica Cisl, Roberto Di Vincenzo, che ChK News ha pubblicato questa mattina on line, nella rubrica "3 domande a".

LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI MASSA FINISCE SU "IL SOLE 24ORE"

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il-sole24ore-logoLa sentenza del Tribunale di Massa che conferma la condanna di una compagnia petrolifera -nel caso specifico la Shell- per abuso di dipendenza economica e le ordina di abbassare i prezzi dei carburanti imposti ad un suo gestore, sta via via "incuriosendo" anche l'informazione generalista.

Dopo "Il Fatto Quotidiano" e numerosi giornali on line, oggi ad occuparsi della questione, con mirabile sintesi, è il giornale della Confindustria, Il Sole 24ore, con un articolo a firma Maurizio Caprino che di seguito riproduciamo.

IL DRAMMA DEL SETTORE, TRA ERRORI MANAGERIALI E POLITICHE AZIENDALI INDIFENDIBILI. LA SPIETATA ANALISI DI CARLEVARO

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staffetta quotidianaPer gentile autorizzazione di Staffetta Quotidiana, riproduciamo di seguito il testo integrale dell'editoriale firmato dal Direttore Emerito, Giorgio Carlevaro, apparso sull'edizione on line di questa mattina con il titolo "Petrolio Italia, una strana guerra".


Fra meno di un mese, il 18 giugno, è in programma l'assemblea dell'Unione Petrolifera. Molte le novità rispetto allo scorso anno. Non ci sono più sulla scena Pasquale De Vita e Paolo Scaroni e al loro posto ci sono Alessandro Gilotti e Claudio Descalzi, manager diversi dai precedenti per estrazione e formazione e anche diversi tra loro. Se Gilotti è ben conosciuto dal settore, molto aggressivo e determinato, come ha dimostrato con l'allargamento del perimetro UP alla “logistica indipendente” e, a livello aziendale, con l'acquisizione della rete Shell, Descalzi è un personaggio tutto da scoprire sul quale si appuntano molti interrogativi sulle intenzioni che sta maturando in tema di downstream.

IL "BOTTA E RISPOSTA" TRA GILOTTI E DI VINCENZO SU STAFFETTA QUOTIDIANA

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gilottirdvPubblichiamo, per gentile concessione di Staffetta Quotidiana, l'intervento di Roberto Di Vincenzo, ospitato nella giornata di ieri, a commento dell'intervista ad Alessandro Gilotti, Presidente di Unione Petrolifera, realizzata e pubblicata il 3 ottobre dal medesimo giornale del settore.


Di Vincenzo, nessuna "nuova UP" con scelte di corto respiro.

Lettera a Staffetta.

«L'intervista rilasciata dal Presidente della “nuova” Unione Petrolifera, Alessandro Gilotti, è per molti aspetti condivisibile.

STAFFETTA AL NUOVO PRESIDENTE UP: BASTA ARROGANZA CON I GESTORI

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staffetta quotidiana 02Con un commento del suo Direttore Emerito, Giorgio Carlevaro, pubblicato on line questa mattina con il titolo "UP, una scelta difficile", Staffetta Quotidiana torna sulla questione dell'ormai prossimo rinnovo delle cariche dell'Unione Petrolifera.

Nel ricostruire i termini della vicenda anche alla luce dei rivolgimenti e dello "tsunami che ha investito la politica italiana" con le recenti elezioni politiche, Carlevaro prova intanto a suggerire un diverso approccio alla "base" dell'associazione degli industriali e quindi al prossimo Presidente dell'Unione, sembrando riecheggiare, per certi versi, alcuni temi già contenuti nell'intervista a Roberto Di Vincenzo, pubblicata proprio da Staffetta una decina di giorni fa.

UOMO ENI DISTACCATO ALL'ANTITRUST. RETROMARCIA DOPO LA DENUNCIA DELLA CISL

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sopresaDa "Italia Oggi" del 17.11.12

Antitrust, spunta un caso Eni. Il capo affari internazionali del Cane a sei zampe chiamato dal Garante. Che poi fa marcia indietro. I sindacati: no ai collaboratori che vengono da società vigilate.

di Stefano Sansonetti

Alla fine l'Antitrust ha dovuto innestare la retromarcia. Ma la vicenda è comunque venuta fuori, con tanto di comunicati sindacali e qualche polemica. Si dà infatti il caso che Federico Riggio, responsabile affari internazionali dell'Eni, stesse per essere «distaccato» all'Autorità garante della concorrenza, dove avrebbe dovuto occupare una poltrona all'interno di un comitato economico appena costituito dall'Antitrust.

IL SEGRETO DEL PREZZO DELLA BENZINA NELLE MANI DELL'ENI

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il fatto prezzi enidal "Fatto Quotidiano" del 24.1.13

L'inchiesta dei distributori Cisl rivela la dinamica dietro gli aumenti alla pompa.

di Daniele Martini

Il prezzo della benzina al distributore Eni di via Arringa a Petilia Policastro in provincia di Crotone il 20 ottobre 2012 era il più alto d’Italia: 2,022 euro al litro. In via Indipendenza a Campiglia Marittima nel Livornese, si poteva invece fare rifornimento alla pompa Eni con 1,792 euro, 23 centesimi in meno. In quello stesso sabato d’autunno, se uno si fermava a una stazione di servizio sull’autostrada A10 Savona-Ventimiglia spendeva 1,962 euro; un po’ più a Sud, sulla A 11 Pisa-Firenze se la cavava con 1,825, risparmiando quasi 14 centesimi. La differenza tra i distributori del cane a sei zampe di Savona e quelli di Carbonia era di 8,8 centesimi, mentre sull’autostrada del Sole tra un distributore Eni e un altro c’era un divario di 14 centesimi. Idem con il gasolio: 1,700 euro in una pompa di Grosseto, 1,912 a Crotone, 1,740 sulla autostrada A 14 in Puglia e 1,844 sulla A 19 nel palermitano. Quel 20 ottobre nei distributori Eni lungo le strade italiane si praticavano in totale 115 prezzi differenti, più altri 57 in autostrada. Una giungla.

QUOTIDIANO ENERGIA: LO SCIOPERO DEI GESTORI DIFENDE IL MERCATO

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achillesLineadiconfine. Uno sciopero per il mercato
A proposito di guerra dei prezzi carburanti nel week end

di Diego Gavagnin *

pubblicato su "Quotidiano Energia"

Con il passare degli anni, si sa, si diventa moderati, forse reazionari, ed anche a me, lo confesso, da un po' di tempo capita di giudicare "conservatori" molti scioperi, che mi sembrano a tutela di rendite, più che sane iniziative a difesa di legittimi diritti. Ma io penso ai diritti sostanziali, non quelli finti creati da 50 anni di concertazioni e collusioni tra governi, imprese e sindacati alle spalle di chi non ha rappresentanza o delle future generazioni.

Ebbene, rilancio e mi schiero per lo sciopero delle stazioni di servizio carburanti, annunciato per i primi giorni di agosto. Per la verità questa dell'annuncio dello sciopero dei gestori alla vigilia delle vacanze o delle festività sembra quasi ormai uno stanco e ripetitivo rito, e il vero obiettivo solo un po' di visibilità sui giornali e l'inevitabile convocazione al Ministero.

Spero che questa volta sia diverso e lo sciopero si faccia per davvero. Lo dico e lo sostengo da consumatore che certamente avrà un disagio, ma anche da tifoso di mercati veramente liberi e concorrenziali. Questa guerra dei prezzi che sta sconquassando il settore della vendita dei carburanti è tutt'altro che mercato, sembra il Texas.

Il mercato che piace a me ha regole certe, come il divieto di vendite sottocosto, e trasparenza, come la conoscenza dei prezzi lungo tutta la filiera produttiva. Soprattutto leale concorrenza, tra soggetti simili per dimensioni e struttura industriale, o anche più piccoli ma più efficienti.

Per capire cosa sta accadendo e perchè giudico lo sciopero pro-mercato e non il contrario, bisogna ricordare come era la situazione solo pochissimi anni fa, quando le compagnie ogni sera "consigliavano" ai gestori un unico prezzo per tutto il territorio nazionale. Compagnie che lavoravano tutte sugli stessi dati di domanda e di costo all'ingrosso, come purtroppo è ancora oggi.

Questa situazione di concorrenza limitata ha generato potenti rendite e alti margini e quando gli indipendenti piccoli e svegli se ne sono accorti ci si sono buttati, costruendo nuovi impianti, comprando direttamente all'ingrosso con le proprie autobotti e rivendendo al dettaglio a prezzi decisi in totale autonomia. Il fenomeno è stato visto e appoggiato dall'Autorità Antitrust (QE gli ha dedicato la rubrica Rete & Extrarete) e in un clima di fiducia le pompe "no logo" sono rapidamente cresciute fino ad avvicinarsi al 10% del mercato, nonostante il crollo dei consumi dovuto alla crisi economica.

Le compagnie hanno iniziato a perdere quote di vendita nelle zone dove più si sono sviluppate le pompe "no logo" e sono state costrette ad inseguire modificando i prezzi zona per zona: i prezzi consigliati ogni sera sono adesso quasi 40, inseguendo il locale più basso! Conseguenza: crollo dei margini delle compagnie, passività crescenti nelle attività di vendita al dettaglio, urgenza di correre ai ripari. Anche a costo di perdere altri soldi, siano anche 180 milioni di euro in tre mesi, è necessario contrastare le pompe indipendenti, vendendo al dettaglio a prezzi più bassi di quanto loro possano comprare all'ingrosso (e chi non mi crede legga Minciaroni e Degl'Innocenti qui su QE).

Ecco la verità sulla guerra dei prezzi del week end, mentre i listini spinti anche dalle quotazioni internazionali salgono in tutti gli altri giorni della settimana.

Alla fine sopravvivranno solo i soliti tre-quattro, quelli in grado di fare nel week end prezzi uguali o ancora più bassi del market leader. Big ansiosi di tornare a prezzi consigliati nazionali uguali per tutti.

L'attacco è alle pompe indipendenti ma le prime vittime sono i lavoratori delle stazioni di servizio, quelli che stanno per esser spazzati via per permettere alle compagnie i risparmi necessari per tornare a fare utili dopo aver eliminato gli indipendenti. E' come se tutti i ristoranti e i bar eliminassero barman e camerieri e ci dovessimo fare da soli il caffè nell'apposita macchinetta self service (ma allo stesso prezzo).

Insomma, finchè ci sarà qualcuno disposto a farlo preferisco che a mettere la benzina nella mia auto sia un addetto esperto e, udite, udite, voglio anche poter scegliere la pompa con il prezzo più efficiente. Statale o no (ma è meglio che no).

Questo sciopero è in difesa del mercato e del lavoro, anche se non sono sicuro che chi lo ha indetto lo sappia.

* Direttore Editoriale

STAFFETTA QUOTIDIANA: SPIETATO ATTO D'ACCUSA AL "TICKET" ENI/GOVERNO

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tandemSconti Eni, una riforma dirigista

di Gabriele Masini

pubblicato su "Staffetta Quotidiana"

È passato un mese dall'avvio della campagna “Riparti con Eni”. I prezzi nel fine settimana si sono abbassati e negli altri giorni hanno seguito sostanzialmente l'andamento delle quotazioni internazionali, senza fenomeni di “compensazione”. Già oggi molti punti vendita e molte gestioni sono in crisi nera e probabilmente a settembre molti saranno costretti a chiudere per il crollo verticale dei volumi o per le perdite imposte dalle vendite sottocosto. Calo dei prezzi, razionalizzazione della rete: i due obiettivi che, da almeno vent'anni a questa parte, tutte le iniziative di riforma del settore dichiaravano di perseguire. Tutto bene dunque? Non esattamente. La via che si percorre per arrivare a un risultato non è indifferente. Anzi, i mezzi utilizzati possono inficiare la bontà stessa dei fini perseguiti.

A gennaio il governo ha varato il decreto sulle liberalizzazioni che all'articolo 17 definiva una riforma del sistema di distribuzione dei carburanti. Lo scopo, appunto, era razionalizzare la rete facendo così scendere i prezzi.

Pochi mesi dopo, con la riforma ancora da attuare, il governo ha deciso di prendere le vie brevi, “consigliando” a Eni, magari con qualche contropartita, di far scendere i prezzi usando il suo “braccio secolare” e rafforzandone la posizione. Un po' come nel gas la razionalizzazione della distribuzione e lo sviluppo del mercato stanno passando attraverso il potenziamento di operatori pubblici.

Certo, quanto ai carburanti, nel breve Eni sta accumulando perdite ma nel medio i risultati appaiono positivi, per la compagnia e per lo Stato: addomesticamento della concorrenza delle pompe bianche, con espulsione dal mercato degli operatori più piccoli; “pulizia” della stessa rete Eni con la chiusura dei punti vendita esclusi dagli sconti; selezione dei gestori con la scelta tra ridurre i propri margini partecipando all'iniziativa o restare fuori mercato non aderendo; “punizione” delle società delle autostrade per la questione delle royalty, visto che i punti vendita autostradali sono esclusi dall'iniziativa e vengono di fatto marginalizzati.

E tuttavia il risultato per il sistema, e forse per la stessa Eni, non sarà poi così roseo. Nessuno parla più delle liberalizzazioni, superate a destra e di fatto bruciate. Chi parla più della strozzatura della logistica, che è il vero nodo che impedisce lo sviluppo di un sistema concorrenziale su tutto il territorio? Lo scossone dato da Eni ha deteriorato i già malconci rapporti tra i soggetti della filiera e all'interno della stessa UP. Lo dimostrano, tra l'altro, le difficoltà della trattativa sui contratti. E inoltre, se già oggi gestori e retisti faticano a comprare carichi per via del calo delle vendite e del conseguente prosciugarsi della liquidità, chi mai si avvarrà della possibilità data dal dl liberalizzazioni di comprare il 50% delle forniture fuori dall'esclusiva?

Quanto a Eni (e allo Stato), oltre che con i 150-200 milioni di perdite dovute alle vendite sottocosto, probabilmente dovrà fare i conti anche con i costi dei gestori e dei retisti espulsi con tale violenza dal sistema.

Infine, quale rete avremo a settembre? Sarà un sistema più razionale, che forse consentirà un calo dei prezzi, ma sarà anche un sistema in cui a sopravvivere saranno stati quelli con le spalle più larghe, ancora più oligopolistico e, soprattutto, pieno di rancori e regole non condivise. Uno scenario desolante e pieno di macerie. È questa la concorrenza che voleva l'Antitrust? Forse, quando a settembre usciranno i risultati dell'indagine sulle pompe bianche, la fotografia sarà già ingiallita e il panorama reale sarà molto diverso – e non certo migliore.

Per completezza c'è da dire che la responsabilità non è da addebitare esclusivamente al “ticket” Governo-Eni, e che questo è anche il risultato dell'incapacità del settore di autoriformarsi. Ma è certo che un sistema di questo tipo non premia chi opera secondo regole di sana gestione: un vero imprenditore non vende mai sottocosto, perché verrebbe meno alla sua stessa ragione d'essere.


 

MACCHE' MATTEI, FERMATE QUESTO DISASTRO

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staffetta quotidianaDietro la maschera di Papaleo

di Giorgio Carlevaro

pubblicato su "Staffetta Quotidiana"

Nell'intervista televisiva del 12 aprile 1961, rimasta famosa per l'apologo del gattino e dei cani famelici, a una domanda sulla possibilità di nuovi ribassi della benzina dopo quelli applicati a partire dal 19 marzo 1960 Mattei rispose che si doveva aspettare “luglio/agosto dell'anno prossimo quando sarà pronta la raffineria di Gela”, perché, disse, “nuovi ribassi immediati avrebbero rischiato di lasciare le pompe senza benzina per l'espansione delle vendite che avrebbero provocato”. Proprio quello che rischia di accadere con l'operazione “Riparti con Eni”.

E LA POLIZIA NEI WEEKEND REGOLA IL TRAFFICO AL DISTRIBUTORE

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filapubblicato su Torino.ogginotizie.it

"Torino - In coda dal benzinaio può scoppiare la rissa. Colpa delle lunghe file che si creano nel weekend per gli sconti. Intorno alle 11.30 di ieri mattina due automobilisti si sono fronteggiati, prima a parole, poi passando alle mani.

Sullo sfondo il distributore Eni di piazza Gabriele da Gorizia, zona Santa Rita.

L'attesa, in alcuni momenti eccessiva, ha reso tutti un po' più nervosi. Ed è bastata una macchina infilata nella coda a scaldare gli animi già esasperati. "Veramente c’eravamo prima noi".

CARO ROCCO: PER TE E' UN LAVORO, IO LO PERDO

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papaleo spot_eniDopo i primi passaggi televisivi del nuovo spot che reclamizza l'iniziativa "riparti con eni", l'attore lucano Rocco Papaleo, che fa da testimonial al caneaseizampe, ha ricevuto diverse critiche, soprattutto attraverso i social network.

Di questa polemica hanno dato conto, in questi giorni, diversi organi d'informazione.

La testata regionale Basilicata Mezzogiorno ha dedicato alla querelle una intera pagina, riportando anche una lettera aperta di un benzinaio che si firma Lucano Amaro e che, di seguito, riproduciamo integralmente.

CARBURANTI: CROLLANO I CONSUMI, CRESCE IL GETTITO FISCALE

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il-sole24ore-logoCaro carburanti, in picchiata consumi e proventi per l'industria. Ci guadagna solo il fisco

pubblicato su "Il Sole 24ore"

Crisi economica ed elevatezza dei prezzi alla pompa incominciano ad incidere in maniera molto significativa sul bilancio dei consumi e della spesa per benzina e gasolio per autotrazione in Italia. In aprile i consumi dei due carburanti sono calati del 14,8%, la spesa è salita a 5,6 miliardi con un incremento su aprile 2011 dell'1,8% determinando una crescita del gettito fiscale del 10,8%, mentre la componente industriale, cioè i proventi per l'industria petrolifera e i distributori, hanno fatto registrare un calo del 6,6%.

Di Vincenzo: tagliare le accise dei carburanti

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panorama2Carburanti, scendono i prezzi ma il vero problema restano le accise

di Giuseppe Cordasco

pubblicato su "Panorama"

Dopo i ribassi da 1 fino a 2,5 centesimi dei prezzi della benzina registrati da sabato, il Ministero dello Sviluppo economico ha incontrato oggi i petrolieri e ha strappato loro l’impegno verbale a intervenire con ritocchi forse di un altro paio di centesimi già nei prossimi giorni. Ma questa politica di moral suasion sarà irrisoria per i consumatori, perché il vero problema del costo della benzina e del gasolio è un altro.

Di Vincenzo: prezzi alle stelle per colpa della mancata liberalizzazione

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panorama2Benzina e diesel: prezzi alle stelle. Le liberalizzazioni non aiutano

di Giuseppe Cordasco

pubblicato su "Panorama"

“Gli aumenti del prezzo della benzina di questi giorni sono la dimostrazione più evidente che le liberalizzazioni, ancor prima di uscire dal Parlamento, sono già un fallimento”. Non usa mezze parole Roberto Di Vincenzo, presidente di Fegica, sindacato dei benzinai, per spiegare le nuove impennate dei prezzi dei carburanti registrate in queste ore. E d’altronde i livelli raggiunti da benzina e gasolio oggi sono da record.

Di Vincenzo: la liberalizzazione può far calare i prezzi dei carburanti

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panorama2Benzina, la liberalizzazione incide su 7 miliardi di litri venduti. Ecco perché conviene agli automobilisti. E può fare bene al mercato

di Giuseppe Cordasco

pubblicato su "Panorama

Petrolieri contrari, benzinai divisi e consumatori nettamente a favore. È questo lo schieramento in campo rispetto alle annunciate liberalizzazioni che il governo Monti intende adottare nel settore della vendita della benzina e del gasolio. Una vera rivoluzione, come conferma a Panorama.it Roberto Di Vincenzo presidente di Fegica, sindacato dei benzinai favorevole all’iniziativa di riforma del governo.

Zavalloni: noi favorevoli alle liberalizzazioni

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corrieredellasera it1Divieto di esclusiva e distributori indipendenti, le mosse per far scendere il prezzo

di Daniele Sparisci

pubblicato su "Corriere della Sera.it"

I benzinai potranno rifornirsi sul mercato al prezzo più conveniente mentre i petrolieri cedere punti vendita.

Di Vincenzo: ecco perché scioperiamo

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panorama2Sciopero benzinai, i motivi della chiusura

di Giuseppe Cordasco

pubblicato su "Panorama"

Un mercato più liberalizzato, una pressione fiscale più bassa e il mantenimento di un bonus fiscale che il governo sarebbe intenzionato a revocare. Sono le ragioni per cui da domani scatterà su strade e autostrade (fatta eccezione per Liguria e Toscana colpite dall’alluvione) uno sciopero di tre giorni dei benzinai.

Faib e Fegica: sciopero sospeso

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repubblica it1Benzinai, sospeso sciopero 26-27 luglio "Non è passo indietro per riforma settore"

pubblicato su "Repubblica.it"

Il Coordinamento delle sigle Faib e Fegica accoglie l'invito della Commissione di garanzia, nonostante "la gravissima iniziativa del governo" per "punire le imprese di gestione e i cittadini" firmatari del progetto di legge "Libera la benzina" e "proteggere le rendite di petrolieri e retisti". Adesione alla iniziativa del 25 luglio, per chiedere all'esecutivo la rimozione delle accise.

50 euro

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Li dai al benzinaio. Ma a chi gonfiano le tasche?

Platts

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Cosa si nasconde dietro la quotazione internazionale

Mercato

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Tante liberalizzazioni nessuna liberalizzazione

Selfizzazione

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Mettono il self service e lo chiamano progresso

Pompe bianche

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Il segreto? Comprano in extrarete e senza esclusiva