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QUOTIDIANO ENERGIA: LO SCIOPERO DEI GESTORI DIFENDE IL MERCATO

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Lineadiconfine. Uno sciopero per il mercato
A proposito di guerra dei prezzi carburanti nel week end

di Diego Gavagnin *

pubblicato su "Quotidiano Energia"

Con il passare degli anni, si sa, si diventa moderati, forse reazionari, ed anche a me, lo confesso, da un po' di tempo capita di giudicare "conservatori" molti scioperi, che mi sembrano a tutela di rendite, più che sane iniziative a difesa di legittimi diritti. Ma io penso ai diritti sostanziali, non quelli finti creati da 50 anni di concertazioni e collusioni tra governi, imprese e sindacati alle spalle di chi non ha rappresentanza o delle future generazioni.

Ebbene, rilancio e mi schiero per lo sciopero delle stazioni di servizio carburanti, annunciato per i primi giorni di agosto. Per la verità questa dell'annuncio dello sciopero dei gestori alla vigilia delle vacanze o delle festività sembra quasi ormai uno stanco e ripetitivo rito, e il vero obiettivo solo un po' di visibilità sui giornali e l'inevitabile convocazione al Ministero.

Spero che questa volta sia diverso e lo sciopero si faccia per davvero. Lo dico e lo sostengo da consumatore che certamente avrà un disagio, ma anche da tifoso di mercati veramente liberi e concorrenziali. Questa guerra dei prezzi che sta sconquassando il settore della vendita dei carburanti è tutt'altro che mercato, sembra il Texas.

Il mercato che piace a me ha regole certe, come il divieto di vendite sottocosto, e trasparenza, come la conoscenza dei prezzi lungo tutta la filiera produttiva. Soprattutto leale concorrenza, tra soggetti simili per dimensioni e struttura industriale, o anche più piccoli ma più efficienti.

Per capire cosa sta accadendo e perchè giudico lo sciopero pro-mercato e non il contrario, bisogna ricordare come era la situazione solo pochissimi anni fa, quando le compagnie ogni sera "consigliavano" ai gestori un unico prezzo per tutto il territorio nazionale. Compagnie che lavoravano tutte sugli stessi dati di domanda e di costo all'ingrosso, come purtroppo è ancora oggi.

Questa situazione di concorrenza limitata ha generato potenti rendite e alti margini e quando gli indipendenti piccoli e svegli se ne sono accorti ci si sono buttati, costruendo nuovi impianti, comprando direttamente all'ingrosso con le proprie autobotti e rivendendo al dettaglio a prezzi decisi in totale autonomia. Il fenomeno è stato visto e appoggiato dall'Autorità Antitrust (QE gli ha dedicato la rubrica Rete & Extrarete) e in un clima di fiducia le pompe "no logo" sono rapidamente cresciute fino ad avvicinarsi al 10% del mercato, nonostante il crollo dei consumi dovuto alla crisi economica.

Le compagnie hanno iniziato a perdere quote di vendita nelle zone dove più si sono sviluppate le pompe "no logo" e sono state costrette ad inseguire modificando i prezzi zona per zona: i prezzi consigliati ogni sera sono adesso quasi 40, inseguendo il locale più basso! Conseguenza: crollo dei margini delle compagnie, passività crescenti nelle attività di vendita al dettaglio, urgenza di correre ai ripari. Anche a costo di perdere altri soldi, siano anche 180 milioni di euro in tre mesi, è necessario contrastare le pompe indipendenti, vendendo al dettaglio a prezzi più bassi di quanto loro possano comprare all'ingrosso (e chi non mi crede legga Minciaroni e Degl'Innocenti qui su QE).

Ecco la verità sulla guerra dei prezzi del week end, mentre i listini spinti anche dalle quotazioni internazionali salgono in tutti gli altri giorni della settimana.

Alla fine sopravvivranno solo i soliti tre-quattro, quelli in grado di fare nel week end prezzi uguali o ancora più bassi del market leader. Big ansiosi di tornare a prezzi consigliati nazionali uguali per tutti.

L'attacco è alle pompe indipendenti ma le prime vittime sono i lavoratori delle stazioni di servizio, quelli che stanno per esser spazzati via per permettere alle compagnie i risparmi necessari per tornare a fare utili dopo aver eliminato gli indipendenti. E' come se tutti i ristoranti e i bar eliminassero barman e camerieri e ci dovessimo fare da soli il caffè nell'apposita macchinetta self service (ma allo stesso prezzo).

Insomma, finchè ci sarà qualcuno disposto a farlo preferisco che a mettere la benzina nella mia auto sia un addetto esperto e, udite, udite, voglio anche poter scegliere la pompa con il prezzo più efficiente. Statale o no (ma è meglio che no).

Questo sciopero è in difesa del mercato e del lavoro, anche se non sono sicuro che chi lo ha indetto lo sappia.

* Direttore Editoriale


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