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STAFFETTA AL NUOVO PRESIDENTE UP: BASTA ARROGANZA CON I GESTORI

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Con un commento del suo Direttore Emerito, Giorgio Carlevaro, pubblicato on line questa mattina con il titolo "UP, una scelta difficile", Staffetta Quotidiana torna sulla questione dell'ormai prossimo rinnovo delle cariche dell'Unione Petrolifera.

Nel ricostruire i termini della vicenda anche alla luce dei rivolgimenti e dello "tsunami che ha investito la politica italiana" con le recenti elezioni politiche, Carlevaro prova intanto a suggerire un diverso approccio alla "base" dell'associazione degli industriali e quindi al prossimo Presidente dell'Unione, sembrando riecheggiare, per certi versi, alcuni temi già contenuti nell'intervista a Roberto Di Vincenzo, pubblicata proprio da Staffetta una decina di giorni fa.

"E' di tutta evidenza -ammonisce, tra l'altro, il Direttore- la necessità di un chiarimento di fondo su come riuscire a ricostituire una qualche unità di rappresentanza con le altre componenti del settore e con il mondo sindacale, pena il rischio di essere fatti a pezzi".

"Cercando di mettere la sordina a quei toni di sufficienza, o peggio di arroganza, a cui a volte si è ancora tentati di improntare i rapporti con i rivenditori e i gestori".

Un segnale esplicito, dai toni crudi quanto inequivocabili, che giunge dal quotidiano di settore e che accende un fascio di luce su un segmento della realtà del settore di questi anni troppo spesso mistificata.

Di seguito, per gentile concessione, riproduciamo integralmente il commento firmato da Carlevaro.


UP, una scelta difficile

di GCA

A un mese e mezzo dall'incarico affidato a Gian Marco Moratti, Angelo Fanelli e Alessandro Garrone, di proporre all'assemblea dell'Unione Petrolifera un nominativo o una terna di nomi per la successione a Pasquale De Vita, la scelta si presenta più complicata del previsto.

Per vari motivi, primo fra tutti lo tsunami che ha investito la politica italiana dopo le elezioni del 24-25 febbraio, che ha tra l'altro scompaginato e rarefatto le file degli interlocutori con cui il settore era abituato a rapportarsi e a svolgere azioni di lobby e di comunicazione e che, bene o male, erano al corrente delle sue problematiche. Senza che al momento sia ancora chiaro lo sbocco delle trattative e/o delle manovre per dotare il Paese di un nuovo Governo: sbocco funzionale alle previsioni sulla durata della legislatura. Mentre è chiaro invece lo sbocco che sta prendendo la Chiesa dopo la scelta di chiamare a Roma un vescovo del Sud del mondo con tutto ciò che ne consegue sul piano della forma e della sostanza. Cambiamenti, ovviamente di segno diverso, con cui chi prenderà il timone dell'UP dovrà comunque fare i conti.

Ma prima di arrivare a questa scelta, sarebbe naturale che la base dell'Unione cerchi di raggiungere con l'aiuto dei tre saggi una condivisione più larga possibile sulle cose da fare, su come farle e sui tempi in cui vanno fatte: all'interno dell'UP e della sua attuale struttura organizzativa, all'interno del settore e dell'intera filiera petrolifera e all'esterno nei confronti delle istituzioni. Per non restare spiazzati di fronte ai cambiamenti in corso negli scenari energetici italiani, europei e internazionali e ai futuri orientamenti di medio-lungo termine della politica energetica e ambientale. Rispetto ai quali è di tutta evidenza la necessità di un chiarimento di fondo su come riuscire a ricostituire una qualche unità di rappresentanza con le altre componenti del settore e con il mondo sindacale, pena il rischio di essere fatti a pezzi, o meglio di “diventare carne da macello”, di cui in giro c'è purtroppo gran voglia. Cercando di mettere la sordina a quei toni di sufficienza, o peggio di arroganza, a cui a volte si è ancora tentati di improntare i rapporti con i rivenditori e i gestori, e facendo chiarezza anche sui rapporti con Confindustria Energia, a cui in questi anni l'Unione Petrolifera, più di altre associazioni che ne fanno parte, è stata spesso omologata.

Tutto ciò comporterà da parte di chi assumerà la presidenza, non solo una chiara conoscenza del settore, delle sue complesse problematiche e della loro futura evoluzione, ma altresì una sufficiente disponibilità di tempo da dedicare all'incarico, la coscienza, in ogni caso, della sua importanza e delicatezza, piena autonomia di azione e di indipendenza di giudizio, per poterlo svolgere al meglio delle sue capacità. Per questo la scelta non si presenta facile.


Staffetta Quotidiana - UP, una scelta difficile 18.3.13.pdf

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