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VERTENZA ENI. ALTRO "INVITO" AZIENDALE PER SETTEMBRE. LA FEGICA: VUOTA LITURGIA DA RIBALTARE

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Come é ormai sterile consuetudine (cfr. l'articolo del 7 luglio scorso), di mese in mese si ripropone l'abituale copione del cortese di Eni alle Organizzazioni categoria per un nuovo incontro.

Così il 1° agosto arriva presso le caselle di posta elettronica di Faib, Fegica e Figisc il seguente messaggio.

"Egregi Presidenti,

avremo il piacere di incontrarVi a partire dalla seconda metà del mese di settembre per proseguire le tematiche relative al rinnovo dell’accordo.

Al momento Vi proporrei le date del 16 o in alternativa del 23 o 24 settembre, a cominciare dalle 14.30.

Attendiamo un Vostro cortese riscontro.

Grazie

Claudio Calabresi"

Di seguito, come già avvenuto in passato, pubblichiamo il testo della risposta del Presidente della Fegica inviata nella giornata di ieri, che contiene, ribadendone ragioni e obiettivi, la posizione della Federazione.


"Egregio ingegnere,

riscontro la sua comunicazione per significarle la nostra disponibilità all'incontro propostoci per il mese di settembre.

Con l'occasione, però, tornerei ad insistere sulla necessità che gli incontri -con le delegazioni e non riservate ai Presidenti- siano proficui ed utilizzabili ai fini del raggiungimento di un'intesa: troppe volte, infatti, quella presentata come una posizione irrinunciabile dell'Azienda è stata, nella riunione successiva, negata ed in quella successiva ancora, ulteriormente modificata. E così via. Per oltre un anno.

L'impressione che abbiamo ricavato da tali comportamenti, è quella di una vuota liturgia, di una rappresentazione a beneficio di soggetti terzi: nemmeno una volta, infatti, l'Azienda ha concretamente dato l'idea di voler giungere alla conclusione di un'intesa condivisa fra le Parti.

Gli incontri cui abbiamo tutti partecipato, cioè, non hanno determinato alcun avanzamento rispetto alla situazione di degrado attuale perchè non vi era alcuna intenzione, da parte della sua Azienda, di stringere su un accordo che fosse in grado di dare quelle risposte che i Gestori, ormai allo stremo a causa delle politiche commerciali messe in atto da eni, attendono come antidoto al fallimento.

E, nel frattempo, mentre si tiene la delegazione sindacale al tavolo del confronto, promettendo di risolvere nel corso della prossima riunione o blandendo con improbabili impegni ad esaminare le questioni nel merito, l'Azienda si è tenuta le mani libere per continuare la "folle" politica dell'iperself, e l'introduzione di quegli impianti "ghost" che, realizzati dopo aver indotto i Gestori a lasciare (anche a seguito di pricing che non avevano consentito loro alcuna competitività), vengono affidati a quella società costituita fra Agenti monomandatari dell'eni che, a loro volta, attraverso altri due passaggi, individuano un "custode" cui vengono riconosciuti 3.600,00 €uro/anno lordi per  la "gestione" di fatto, dell'impianto. Meno del costo base dei contributi INPS a carico di qualsiasi lavoratore autonomo. Per incanto, su quell'impianto diventato ghost, i prezzi di rivendita al pubblico, diventano immediatamente competitivi. I più competitivi della trade-area!

Come non le sfuggirà, nel corso delle due precedenti occasioni la proposta avanzataci dall'Azienda, sul piano economico, era talmente insignificante -meno di un €urocent per litro erogato attraverso il self-, che la stessa delegazione aziendale ha dovuto convenire che, per la nostra rappresentanza, non fosse accettabile.

Ci auguriamo che le condizioni generali siano cambiate e che l'Azienda abbia avviato una riflessione sulla necessità di invertire la tendenza in atto, ormai da cinque anni, che ha finito per impoverire, oltrechè i Gestori, anche la stessa Azienda che ha "dilapidato" un patrimonio di credibilità prima ed economico, poi, riuscendo ad incarnare tutti gli aspetti negativi descritti nella vulgata generale. E la vertiginosa ed inarrestabile discesa delle Quote di Mercato, ci sembra di poter dire che meglio di ogni altra considerazione definisca il quadro.

Proprio sulla scorta di queste brevissime considerazioni, riteniamo che l'incontro di settembre debba procedere su binari sostanzialmente diversi di quelli seguiti finora: dobbiamo cioè tornare a quanto il legislatore ha ripetutamente disposto in merito alle condizioni "eque e non discriminatorie" da riservarsi ai Gestori per competere sul mercato ed a definire un'intesa che non configuri quell'abuso di "dipendenza economica" rilevabile dalla combinazione dell'obbligo di acquisto in esclusiva e la sostanziale definizione del prezzo al pubblico da parte dell'Azienda.

Il tutto con il ritiro unilaterale di quelle lettere -fatte sottoscrivere ai singoli Gestori sotto la pressione del cambio di cluster e di aumento del prezzo al pubblico- che danno l'idea di un sistema di contrattazione "one to one" che è la patente negazione di qualsiasi accordo collettivo (come prescrive, obbligatoriamente, la Legge).

Condizioni generali, applicazione, definizione del pregresso, sono tutti elementi sui quali, siamo convinti, si potrà trovare, in un quadro di rapporti "distesi", modalità condivise.

A nostro modo di vedere, ove si riuscisse a creare una condizione di serenità nei rapporti con i Gestori e con la loro rappresentanza, l'inversione del trend negativo si determinerebbe in tempi brevissimi: continuare nell'assurda "aggressione" ai diritti dei Gestori non farebbe altro che aumentare, insieme alla diffidenza ed al sentimento di rivalsa, anche performance negative che nessun ghost (fintantochè la costruzione fatta dagli agenti eni non verrà smantellata), può invertire.

Come lei sa la nostra Federazione ritiene essenziale che il settore petrolifero torni a maturare utili in modo tale da avere le risorse necessarie a migliorare la condizione di tutti gli operatori della filiera.

Per fare questo ci vogliono, però, scelte politiche diverse da quelle inaugurate dalla sua azienda (unica major al mondo ad aggredire il mercato con il pricing) accompagnate da un piano di ristrutturazione della rete che sia serio e credibile intorno al quale si raccolgano, con intelligenza, tutti gli operatori e che traguardi la chiusura di 6/8.000 impianti ed una moratoria per le nuove aperture. Non numeri a caso indicati per qualche convegno ma scelta politica cui il settore deve essere capace di coinvolgere anche Governo e Parlamento.

E la rappresentanza dei Gestori (unica ad aver presentato unitariamente un progetto in questa direzione) garantisce la sua fattiva collaborazione: ci auguriamo di poter annoverare, fra coloro che non si tirano indietro all'ultimo momento (come purtroppo avvenuto in passato), anche la sua Azienda.

Ci sembrano, quelle appena indicate, le condizioni minime per raggiungere un'intesa che sia, al tempo stesso, accettabile dai Gestori e compatibile con il quadro normativo delineato dalle Leggi esistenti (e valide) quali il D.Lgs. 32/98, la L. 57/01 e L.27/2012, nonchè gli accordi "orizzontali" del 1997 e del 1998 sulla cui validità crediamo si sia dissipato ogni dubbio.

Questo è il contributo (e lo spirito) che la nostra delegazione intende portare al tavolo di settembre e sul quale riteniamo che sia possibile, aprire un confronto. Senza le riserve che hanno caratterizzato gli anni appena trascorsi.

Restiamo in attesa di concordare, nel dettaglio, la data di settembre.

Vivissime cordialità."

Il Presidente Fegica Cisl - Roberto Di Vincenzo


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