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Prezzi in autostrada. I Gestori Eni in A14 chiedono l'intervento di MIT, Mise e Parlamento

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Autostrada eniRiproduciamo, di seguito, la comunicazione che, affidata per la consulenza tecnica e la sua spedizione alla Fegica Cisl, un gruppo di Gestori della aree di servizio a marchio eni/Agip poste sulla tratta A14 Bologna-Taranto, é stata recapitata ai Ministri Toninelli (MIT) e Di Maio (Mise), ai Presidenti delle Commissioni parlamentari competenti, ai Presidenti delle Regioni percorse dalla tratta, oltreché al concessionario Autostrade per l'Italia e ad eni R&M.


Roma, 20 novembre 2018

alla c.a. Sen. Danilo Toninelli
Ministro Infrastrutture e Trasporti

On. Luigi Di Maio
Ministro sviluppo economico

On. Dario Galli
Sottosegretario Ministero sviluppo economico

Sen. Mauro Coltorti
Presidente 8° Commissione Lavori Pubblici
Senato della Repubblica

Sen. Gianni Pietro Girotto
Presidente 10° Commissione Industria
Senato della Repubblica

On. Alessandro Morelli
Presidente IX Commissione Trasporti
Camera dei Deputati

On. Barbara Saltamartini
Presidente X Commissione Attività Produttive
Camera dei Deputati

On. Stefano Bonaccini
Presidente Regione Emilia Romagna

On. Luca Ceriscioli
Presidente Regione Marche

On. Donato Toma
Presidente Regione Molise

On. Michele Emiliano
Presidente Regione Puglia

e, p.c., Dott. Vincenzo Cinelli
Direttore Generale
Vigilanza Concessioni autostradali
Ministero Infrastrutture e Trasporti

Autostrade per l’Italia S.p.A.

Eni S.p.A.
Divisione Refining & Marketing

 

OGGETTO: Concessioni autostradali. Prezzi al pubblico carburanti. Violazioni norme e concessioni.

Egregi Signori,

alcune piccole imprese che gestiscono la distribuzione carburanti presso le aree di servizio autostradali a marchio eni/Agip della tratta A14 Bologna-Taranto, esplorato ogni altro tentativo di richiamare l’attenzione e la responsabilità dei soggetti competenti (eni Direzione Refining & Marketing, in quanto azienda affidataria dei servizi, Autostrade per l’Italia, in quanto società concessionaria della tratta, Direzione MIT preposta alla vigilanza per l’attuazione delle concessioni autostradali), si vedono costrette a denunciare alla Loro diretta responsabilità istituzionale la situazione di seguito sinteticamente esposta.

Come detto, si tratta di piccole imprese di gestione che, tuttavia, impiegano numerose decine di addetti, debbono sostenere uno sforzo finanziario di numerosi milioni di euro e soprattutto sono i soggetti su cui viene fatto gravare per intero l’onere di garantire, ogni giorno, 24 ore al giorno, il pubblico servizio di distribuzione carburanti agli utenti del bene autostradale soggetto a concessione pubblica.

E’ noto -anche alla Direzione competente del MISE che per legge dispone dei prezzi di tutti gli impianti italiani inseriti sul portale ministeriale "osservaprezzi"- come ormai da molti anni i prezzi dei carburanti in autostrada siano sensibilmente, nonché per larga parte ingiustificatamente, superiori a quelli praticati sulla viabilità ordinaria.

Non c’è dubbio -va detto per evitare ogni facile ma impropria semplificazione- che il prezzo di qualsiasi prodotto distribuito in autostrada debba in parte considerare rispetto alla viabilità ordinaria costi fissi più alti e incomprimibili conseguenti, per esempio, alla necessità di garantire il sevizio e l’assistenza per 24 ore al giorno e 365 giorni all’anno.

E tuttavia, come risulta evidente dal documento allegato in cui é stato raccolto, a titolo meramente esemplificativo, il confronto dei prezzi praticati da un campione di aree di servizio a marchio eni/Agip -distribuito in modo omogeneo su tutta la tratta ed in entrambe le direzioni di marcia- rispetto agli impianti di rete ordinaria del medesimo marchio posti nelle rispettive ed immediate vicinanze, in autostrada il prezzo dei carburanti è più alto mediamente di 15 cent/lt (18 se confrontato con i "no logo"), vale a dire il 10% in più, con punte di 20 cent/lt (oltre 24 rispetto ai "no logo").

Ancora più indicativo (ed abnorme) risulta il confronto depurato dalle "componenti fisse" del prezzo (l’accisa e la quotazione platt’s dei carburanti), dal quale emerge come il residuo "margine industriale" ricavato in autostrada sia mediamente il doppio (fino ad un +176%) rispetto ad un altro impianto sempre dell’eni ma posto in rete ordinaria (fino al triplo se confrontato con i "no logo").

Si tratta di una situazione largamente diffusa su tutta la rete autostradale nazionale, alla quale nessuno (a parte noi ed i cittadini/utenti autostradali) sembra voler prestare la benché minima attenzione, nonostante ciò comporti patenti violazioni delle norme vigenti e danni ingenti sia per il "sistema" in generale che per quanti a diverso titolo prestano o usufruiscono del servizio.

E’ chiaro che i primi ad essere colpiti sono gli utenti, vale a dire gli automobilisti che transitano in autostrada o, in altre parole, i cittadini che, al contrario, avrebbero diritto ad essere maggiormente tutelati, tenuto conto dei vincoli e delle tutele che il regime di concessione pubblica dovrebbe garantire.

Tuttavia, anche se questo appare come minimo ingiusto, gli utenti/automobilisti possono difendersi, extrema ratio, evitando di fare rifornimento in autostrada, cosa che puntualmente accade in misura crescente da almeno un decennio e che, di conseguenza, trasferisce il danno direttamente sulle nostre attività e sui nostri addetti, che continuano a vedere fortemente contratti quei volumi di vendita indispensabili all’equilibrio economico dell’attività svolta.

Nel breve volgere di pochi anni, le vendite di carburanti presso le aree di servizio autostradali sono cadute verticalmente, registrando fino ad oltre il 70% di contrazione.

E, come detto, non si tratta di una situazione limitata né al marchio eni/Agip, né alla A14 dove pure noi operiamo.

Diciamo subito che non intendiamo piegarci ai "prepotenti inviti" che riceviamo ad abbandonare le nostre attività: da queste dobbiamo necessariamente trarre il sostentamento per le nostre famiglie e per quelle dei nostri dipendenti.

Ma, ove pure ciò non dovesse sembrare sufficiente, abbiamo la ferma volontà di esercitare fino in fondo la responsabilità che portiamo, anche come cittadini, a pretendere il rispetto delle leggi e dei diritti da esse tutelati.

Se il danno, quindi, viene evidentemente subito dagli utenti/automobilisti/cittadini da un lato e dalle nostre gestioni dall’altro, non rimane che chiedersi a chi giova una tale situazione e per quale ragione nessuno interviene.

Per il ruolo e la responsabilità che portiamo, non ci sottrarremmo al dovere di sottoporre a ciascuna della Vostre cariche istituzionali alcune considerazioni, per quanto ciò rischi concretamente -come non è difficile intuire- di esporre la nostra attività e noi personalmente ad ogni tipo di ritorsione.

Questo è il motivo per cui, oltre a chiederne la consulenza per la redazione tecnica della presente comunicazione, affidiamo alla nostra Federazione di categoria -Fegica Cisl- il deposito delle nostre firme, che qui non appaiono, ed il mandato ad interloquire, a nostro nome e per nostro contro, con tutti i destinatari in indirizzo.

Ciò doverosamente premesso, a noi sembra rilevante ai fini della presente denuncia evidenziare come:

  • eni Divisione Refining & Marketing, nella sua qualità di "affidatario dei servizi carbolubrificanti" aggiudicati attraverso procedure di gara ad evidenza pubblica, nostro contraente e fornitore in esclusiva dei carburanti, nonostante le reiterate comunicazioni e diffide formali recapitate:
    • si è garantita nel tempo e si garantisce tuttora la misura dell’utile ritenuto per sé stessa congruo: l’azienda ha infatti potuto liberamente decidere se ed a quali condizioni partecipare alle suddette gare per l’aggiudicazione dei servizi e può liberamente imporre il livello di prezzo di cessione dei carburanti senza limitazione alcuna nel suo rapporto con le nostre gestioni, in quanto fornitore in esclusiva;
    • si è rifiutata e si rifiuta tuttora di rinnovare, aggiornare ed adeguare fin dal 2011 gli Accordi collettivi aziendali a cui la normativa vigente (d.lgs. 32/1998, l. 57/2001 e l. 27/2012) impone sia affidata la definizione delle condizioni economico/normative (compreso il nostro margine oltreché la definizione di un prezzo massimo di rivendita sui carburanti) del rapporto tra gestore e compagnia petrolifera;
    • tale suddetto rifiuto non può essere mistificato per una mera difficoltà negoziale (magari dovuta alle "pretese" sindacali) ma, al contrario, è indice di una chiara strategia attuata nel suo proprio esclusivo interesse che ha comportato, appunto dal 2011 in avanti, l ’'invito informale" rivolto alle nostre gestioni di ricorrere direttamente al prezzo per quadrare i nostri conti. Ciò ha consentito in tutti questi anni ad eni R&M di ottenere un triplice obiettivo:
      • trasferire direttamente sull’utente/automobilista gli oneri che avrebbe dovuto assumere su di sé con il rinnovo degli Accordi collettivi e l’adeguamento del nostro margine;
      • rovesciare sulle nostre gestioni la colpa (verosimile anche se del tutto falso) degli aumenti di prezzo dei carburanti in autostrada;
      • rendere opachi e non immediatamente quantificabili gli aumenti di prezzo, per larga parte ingiustificati, di cui è pienamente e direttamente responsabile;
  • Autostrade per l’Italia, nella sua qualità di società concessionaria la tratta autostradale, stazione appaltante e soggetto contraente dell’affidatario eni R&M, nonostante le reiterate comunicazioni e diffide formali recapitate:
    • si è garantita nel tempo e si garantisce tuttora la misura dell’utile ritenuto per sé stessa congruo: il concessionario, infatti -duplicando impropriamente l’incasso che già ottiene dai pedaggi- attraverso l’imposizione di royalty a fondo perduto su tutti i prodotti distribuiti, assicura in buona sostanza il proprio introito dalle eventuali fluttuazioni negative dei volumi di vendita (il che spiega il disinteresse e l’inerzia di cui ai punti seguenti) per effetto dei meccanismi di gara imposti senza vincoli e senza il necessario e puntuale controllo di chi avrebbe il compito di vigilare sulla materia;
    • si è rifiutata e si rifiuta tuttora di adempiere al dettato del Decreto Interministeriale MIT/MISE del 7.8.2015 che, tra l’altro, la obbliga a richiamare esplicitamente, con la documentazione di gara e quindi la Convenzione di servizio, ogni affidatario -ivi compresa eni R&M- al puntuale rispetto della normativa speciale di settore sopra richiamata, al pari di quanto previsto per le normative in materia di tutela dell’occupazione e di sicurezza del personale (Documento Procedurale punto 1, comma 3);
    • si è rifiutata e si rifiuta tuttora di agire nei confronti di eni R&M per la denunciata e reiterata violazione delle Leggi speciali di settore, nonché del citato Decreto Interministeriale, in conseguenza al rifiuto di rinnovare ed aggiornare gli Accordi collettivi aziendali ex lege, all’interno dei quali troverebbe peraltro posto, quale contropartita alla definizione di un margine riservato al gestore negoziato ed equo, la clausola che impone al gestore un prezzo massimo invalicabile di vendita al pubblico dei carburanti, in applicazione del Regolamento Comunitario 330/2010;
    • si è rifiutata e si rifiuta tuttora di agire nei confronti di eni R&M per la palese violazione della lex specialis di gara e gli obblighi contenuti nelle Convenzioni di servizio che, a quanto è dato sapere, impongono di applicare prezzi sostanzialmente omogenei a quelli praticati dalla medesima azienda sulla viabilità ordinaria adiacente;
  • la Direzione generale per la Vigilanza sulle Concessioni Autostradali del MIT, per le competenze istituzionali affidate da essa dalla normativa, nonostante le reiterate comunicazioni e diffide formali recapitate:
  • si è rifiutata e si rifiuta tuttora di riscontrare in alcuna forma le suddette reiterate comunicazioni e diffide poste alla sua attenzione, per competenza, dalle Organizzazioni di categoria dei gestori;

più in particolare, nonostante le sollecitazioni ricevute:

  • ha assentito senza alcun rilievo la documentazione concorsuale sottoposta alla sua preventiva valutazione da ASPI (e da tutte le altre società concessionarie) per quanto palesemente in contrasto con quanto disposto dalle Leggi speciali di settore e dal Decreto Interministeriale, almeno in materia di esecuzione del rapporto contrattuale tra affidatario e gestore oltreché in materia di recupero di sostenibilità economica delle aree di servizio;
  • si è rifiutata e si rifiuta tuttora di agire nei confronti delle società concessionarie le tratte autostradali, nello specifico ASPI, per aver omesso di penalizzare l’inadempienza di eni R&M verso gli impegni assunti con le Convenzioni di servizio, almeno in materia di prezzi praticati al pubblico.

Tutto quanto sopra premesso, le piccole imprese di gestione scriventi, sono a richiedere a ciascuna delle Loro cariche istituzionali, ciascuna per le proprie competenze e prerogative, di attivare tutte le iniziative dovute o ritenute utili e necessarie al ripristino immediato della piena conformità alla legge con riferimento, in particolare, ai comportamenti sopra illustrati e attribuiti ad eni R&M, ASPI e Direzione generale per la Vigilanza sulle Concessioni Autostradali del MIT.

In particolare, si ritiene non sia più in alcun modo rinviabile il rinnovo degli Accordi collettivi aziendali eni R&M pretesi dalla legge e scaduti dal 2011, comprensivi dell’adeguamento del margine di gestione e del ripristino del prezzo massimo di rivendita, nonché il ritorno ad un prezzo sui carburanti equo e competitivo anche presso le aree di servizio autostradali.

Ciò a tutela dei nostri violati interessi -particolari quanto legittimi- oltreché a tutela del prevalente interesse collettivo disatteso e violato unitamente ai principi che presiedono l’istituto della concessione pubblica.

Inoltre, ribadendo che le nostre generalità sono depositate ed a Voi disponibili presso la Fegica Cisl, che conserva anche tutta la documentazione a supporto di quanto contenuto nella presente comunicazione, siamo inoltre a richiedere che una delegazione sindacale sia ricevuta urgentemente, allo scopo di meglio dettagliare alcuni aspetti che qui non hanno trovato giusta collocazione e conoscere le iniziative che i Loro Uffici intendono attivare.

Infine, in considerazione del danno grave, ingiusto e in via crescente irreparabile sofferto dalle nostre gestioni, nel riservarci ogni iniziativa ritenuta opportuna anche in sede legale, diamo mandato alla medesima suddetta Federazione di attivare le procedure di legge previste in materia di iniziative sindacali nei pubblici servizi, ivi compresa quella che porterà alla proclamazione dello sciopero da attuarsi entro il mese di dicembre prossimo.

Da subito, nell’ambito delle iniziative sindacali suddette e nelle more degli interventi richiesti, avvisiamo di essere nel frattempo costretti ad assumere collettivamente comportamenti tesi a minimizzare gli effetti del danno sofferto, sia con riferimento ai prezzi al pubblico che in termini di riduzione del livello dei servizi offerto attraverso la chiusura alle vendite di alcune isole di rifornimento.

Certi della Loro attenzione, rimaniamo in attesa dei cortesi riscontri.

Vivissime cordialità.

Seguono le firme di alcuni Gestori delle Aree di servizio a marchio eni/Agip poste lungo la tratta A14 Bologna-Taranto depositate e custodite presso la Fegica Cisl.

Per garanzia

Il Presidente Fegica Cisl - Roberto Di Vincenzo

 

tabella1       tabella2  

tabella3      tabella4

tabella5     tabella6

 

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