ENI A CACCIA DI SCUSE PER NON FIRMARE L'ACCORDO, ESTRAE IL CONTRATTO DAL CILINDRO

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La riunione "ristretta" di lunedì sera, ottenuta grazie all'intervento del Viceministro De Vincenti e che doveva segnare la ripresa del negoziato volto e definire il rinnovo dell'Accordo per i gestori Eni, ha fatto registrare un nuovo colpo di scena.

Dopo aver imposto l'improvvisa rottura del tavolo a meno di un passo dalla sua sottoscrizione, Eni sposta nuovamente l'asticella e trova un altro motivo -meglio sarebbe dire la "scusa perfetta"- per gettare la palla in tribuna e non sottoscrivere l'intesa.

Senza che se ne sia fatto minimamente cenno, in nessuna occasione, neanche informale, lungo tutto il corso del negoziato durato circa un anno, l'azienda pone una nuova e inedita condizione alle Organizzazioni dei gestori che, oltre al resto, é letteralmente fuori della norma di legge e, perciò stesso, irrealizzabile prima ancora che inaccettabile.

In sintesi, Eni pretenderebbe che Faib, Fegica e Figisc avallassero un suo proprio modello contrattuale -vale a dire un contratto di commissione- che, indipendentemente dalle clausole che contiene, la legge 27/2012 prevede in modo esplicito venga definito a livello interassociativo, vale a dire nel caso specifico con Unione Petrolifera, e successivamente sottoposto alla "validazione" del Ministero dello sviluppo economico.

Risultato: nuovo stop e nuova comunicazione congiunta delle tre Federazioni al Viceministro De Vincenti, che di seguito rendiamo disponibile anche in formato pdf.


 

Egr. Prof. Claudio De Vincenti - Viceministro dello sviluppo economico

e, p.c.,

Egr. Dottor Antonio Lirosi - Segretario Generale Ministero dello sviluppo economico
Egr. Ing. Gilberto Dialuce - Direttore Generale Direzione Energia Ministero dello sviluppo economico
Egr. Prof. Roberto Alesse - Presidente Commissione di Garanzia sull’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali
Genti.ma Prof.ssa Iolanda Piccinini - Commissario Commissione di Garanzia sull’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali

Oggetto: Vertenza collettiva vs Eni, ex art.1, comma 6, D. L.vo 11 febbraio 1998, n. 32.

Egregio signor Viceministro,

facendo seguito alla comunicazione via posta elettronica ricevuta dalle scriventi in data 3 marzo, con la quale codesto Ministero ci informava della “disponibilità assicurata da Eni a riprendere il negoziato interrotto” e ci sollecitava a tenerlo “informato nel corso della vertenza”, le scriventi Federazioni sono ad evidenziare quanto segue.

Eni R&M ha effettivamente chiesto alle scriventi di partecipare ad un incontro “ristretto” ai soli Presidenti che si è tenuto nella serata di ieri 10 marzo, presso gli uffici della Direzione, con la presenza dei massimi responsabili della Divisione.

Nel corso dell’incontro, l’azienda si è attestata rigorosamente sulle proprie posizioni, quali assunte all’atto dell’interruzione della trattativa, non solo tenendo una netta posizione di chiusura ad ogni pur minimo tentativo di mediazione -peraltro non particolarmente complesso, tenuto conto dell’estrema prossimità delle posizioni ufficialmente espresse al tavolo - ma ha anche del tutto inopinatamente inteso operare un rilancio delle proprie pretese introducendo questioni che non erano emerse nel corso della trattativa antecedente.

Eni R&M ha infatti posto come condizione necessaria per concludere l’intesa - indipendentemente dalle condizioni economico-normative precedentemente oggetto di trattativa -, l’accettazione contestuale da parte delle scriventi di un nuovo modello contrattuale, nella fattispecie un contratto di commissione predisposto dall’azienda, per essere utilizzato in alternativa a quello attualmente previsto dalla legge per regolare le relazioni tra gestore ed Eni.

È appena il caso di sottolineare, nel merito, come l’accordo sui nuovi modelli contrattuali debba necessariamente essere stipulato - così come previsto dalla legge 27/2012 - a livello interassociativo tra le rappresentanze di categoria dei titolari delle autorizzazioni (Unione Petrolifera) e quelle dei gestori (Faib, Fegica e Figisc) e successivamente proposto al Ministero dello sviluppo economico.

Cosa che, come è noto, è già avvenuta, ad esempio, tra le scriventi e le associazioni dei retisti indipendenti, Assopetroli e Grandi Reti, e proprio in relazione ad un modello di contratto di commissione.

D’altra parte le medesime scriventi hanno più volte manifestato, anche formalmente, sia a codesto Ministero sia ad Unione Petrolifera, la più ampia disponibilità a negoziare un accordo che preveda un modello di contratto di commissione nelle sue linee essenziali, fatta salva una conseguente negoziazione collettiva aziendale di secondo livello che adatti più nel dettaglio tale modello alle specifiche esigenze di ciascuna singola compagnia petrolifera, Eni compresa.

In questo senso le scriventi hanno, d’intesa con Unione Petrolifera, avviato il tavolo di confronto. Siamo, ancora ad oggi, in attesa che la controparte industriale sciolga la sua riserva sulla suddetta questione.

Ciò premesso, il rilancio operato improvvisamente da Eni, oltreché operare una evidente forzatura sul piano del metodo, si pone fuori dalla previsione legislativa e va a forzare il quadro normativo vigente, avviando una linea di condotta in oggettivo contrasto con la possibilità di rinnovare gli accordi collettivi in essere, così come previsto dalla legislazione di riferimento.

In questo modo, Eni ha disatteso anche l’impegno e le assicurazioni fornite la scorsa settimana al Ministero stesso

Ci preme sottolineare che nel contempo Eni R&M, ha continuato, come già in precedenza più volte segnalato, ad imporre alla categoria una condotta di contrattazione individuale in palese elusione del dettato legislativo, peraltro maggiormente accentuata nei confronti dei gestori “sindacalizzati”.

Per tutte queste ragioni, che contengono evidenti caratteristiche di urgenza, le scriventi Federazioni sono a richiederLe, signor Viceministro, un nuovo e risoluto intervento nell’ambito della procedura già avviata per la mediazione della presente vertenza collettiva, rimettendo alla Sua equa valutazione di opportunità - che le scriventi ritengono in tutta coscienza di dover perorare - l’eventualità che la negoziazione tra le Parti possa essere ripresa in sede ministeriale con il sostegno e la garanzia dell’Istituzione.

Si rimane in attesa di un pronto riscontro.

Cordialità vivissime.

F.to

Martino Landi - Presidente Faib Confesercenti

Roberto Di Vincenzo - Presidente Fegica Cisl

Maurizio Micheli - Presidente Figisc Confcommercio


Faib-Fegica-Figisc vs Mise per vertenza collettiva contro Eni del 12.3.2014.pdf


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