ENI ANCORA INTRANSIGENTE NELLE PRETESE. FAIB E FEGICA NON VANNO: IMPEDITO IL CONFRONTO

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Ancora scambi di comunicazioni e ancora emerge l'intransigenza aziendale che conferma di domenica pomeriggio, una a una, tutte le proprie pretese: da quelle di decidere, sostituendosi persino al Governo, quali leggi si applicano, se, quando e a chi si applicano; a quelle di decidere il numero e le persone che devono rappresentare al tavolo le Organizzazioni di categoria; passando per quella di sostituirsi alla propria associazione, pur di imporre un proprio modello contrattuale.

Il tutto facendo passare largamente in secondo piano il vero ed unico argomento in discusione: il rinnovo dell'Accordo aziendale relativo ai gestori di marchio.

Faib e Fegica con una nuova comunicazione congiunta, questa volta a due firme -Figisc, pur precisando "ferme restando tutte le riserve già unitariamente manifestate con le due note di venerdì 14 u.s.", ha tuttavia deciso altrimenti- prendono atto della ribadita posizione di chiusura di Eni che impedisce il confronto costruttivo e annunciano che non andranno all'incontro proposto per oggi, reiterando la richiesta di intervento al Ministero dello sviluppo economico.

Di seguito, pubblichiamo il testo della comunicazione Eni vs Faib, Fegica e Figisc, inoltrata ieri via posta elettronica, oltreché, in allegato, la comunicazione congiunta Faib e Fegica in risposta ad Eni del 17.3.2014, anticipata via posta elettronica alle ore 14:15.


Comunicazione via posta elettronica del 16.3.2014, ore 16:40, di Eni R&M vs Faib, Fegica e Figisc

Egregi Presidenti,

la lettura della vostra risposta al nostro invito a continuare il confronto ripreso lo scorso 10 marzo ci obbliga a dover ulteriormente puntualizzare che l'intesa in ultimo raggiunta sulla parte economica e normativa, peraltro coincidente con quanto propostovi negli incontri di febbraio precedenti alla sospensione delle negoziazioni, non può in alcun modo trovare formalizzazione in un accordo derivante dalla risoluzione di una "vertenza interprofessionale" non ricorrendo,evidentemente, i requisiti soggettivi, prima ancora che oggettivi, perché si possa qualificare la trattativa che ci occupa come interprofessionale; risulta del tutto evidente che, laddove tale trattativa dovesse concludersi positivamente, come ci auspichiamo, essa darebbe luogo a un accordo di tipo aziendale per il quale le norme applicabili non prevedono in alcun modo lo strumento da voi invocato.. La vostra interpretazione estensiva del quadro normativo di riferimento, infatti,costituisce una chiara e indebita forzatura dello stesso che non possiamo condividere.

La nostra ferma volontà di raggiungere un'intesa sul modello di offerta commerciale, arricchito nell'ambito delle trattative svoltesi nei lunghi mesi di confronto e venendo incontro a una vostra espressa richiesta al riguardo, di rilevanti aspetti di carattere normativo, è con la presente fortemente confermato.

In tale contesto, la proposta di analizzare una forma contrattuale diversa da quella base di comodato e fornitura, va considerato proprio nello spirito di ulteriore arricchimento dell'intesa.

Peraltro la proposta formulatavi riguardava l'analisi da parte vostra della bozza predisposta da eni che, se accettata, potrebbe essere oggetto di confronto anche con le funzioni ministeriali interessate alla materia, sempre muovendosi quindi nel quadro normativo di riferimento.

L' applicazione della forma contrattuale, oggetto di innumerevoli richieste proprio da parte dei gestori, anche rappresentati dalle vostre Organizzazioni, se validata sarebbe stata, così come chiaramente e ripetutamente illustratovi, solo attuabile a seguito di volontaria  richiesta da parte delle gestioni e solo se controfirmata dai Rappresentatnti delle vostre Organizzazioni.

Resta quindi valido l'invito a un incontro, riservato ai soli Presidenti, necessario, a nostro giudizio, a chiarire le diverse posizioni e a definire le modalità di sottoscrizione di un accordo ch,e ripetiamo, va inquadrato nell'ambito delle normali attività di confronto tra le parti.


Comunicazione congiunta Faib e Fegica vs Eni del 17.3.2014.pdf


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