Gio07052026

Font Size

Screen

Profile

Layout

Direction

Cpanel

Iscriviti alla fegica

Back News Redazione CONTRATTI E AUTOSTRADE: DOPPIA FRENATA DELLE COMPAGNIE

CONTRATTI E AUTOSTRADE: DOPPIA FRENATA DELLE COMPAGNIE

  • PDF
stop

Le compagnie petrolifere, in un solo giorno, impongono una doppia frenata ai tavoli di negoziazione avviati su due questioni particolarmente delicate: nuovi contratti e autostrade.

Ieri mattina, il sottosegretario De Vincenti é stato costretto a prendere atto che la positiva accelarazione impressa al difficile tentativo di trovare soluzione alla drammatica condizione delle gestioni autostradali, che la scorsa settimana si era giovata della convergenza di posizioni tra tutte le organizzazioni di categoria -Fegica, Faib ed Anisa- e le società concessionarie autostradali, viene accolta con freddezza -per non dire resistenza- dalle compagnie petrolifere.

Un atteggiamento assai poco comprensibile visto che la vertenza avviata dalla categoria era stata capace di ottenere disponibilità proprio dai concessionari e in particolare dal soggetto certamente più importante e rappresentativo -Autostrade per l'Italia- che mai le compagie avrebbero potuto osare nemmeno desiderare.

Il fatto che ASPI e AISCAT abbiano messo sul piatto del tavolo ministeriale la disponibilità, nell'immediato, di rivedere le condizioni economiche ed alcuni standard di servizio a cui le compagnie si erano volontariamente impegnate in sede di gara e, in prospettiva, di aprire un confronto per ridiscutere parametri e criteri sulla base dei quali costruire le prossime gare, varrebbe da sé almeno un maggiore grado di attenzione e disponibilità.

Va ovviamente sottolineato che le disponibilità offerte dai concessionari sono condizionate all'assunzione di responsabilità esplicita e formale da parte delle compagnie, tesa a riutilizzare le risorse economiche così recuperate per riaprire i tavoli di colore per il rinnovo degli accordi con i Gestori e dare una boccata di ossigeno alle loro imprese in grandissima difficoltà.

Non senza qualche imbarazzo anche ministeriale, le compagie non hanno trovato nulla di meglio da fare che, come nella migliore tradizione, "buttare la palla in tribuna" e costringere il Ministero a definire interlocutorio l'incontro che avrebbe dovuto fare avanzare il tavolo alle soglie della sua fase finale.

Di certo non una bella figura, ma che certifica, anche a livello istituzionale, quel grado di disorientamento e confusione che l'industria ormai non riesce più neanche a dissimulare.

Al sottosegretario De Vincenti, comunque, non é rimasto che invitare le compagnie a effettuare puntuali approfondimenti con i concessionari e in particolare con ASPI, per consentire loro una più proficua riflessione sul valore di quanto é stato messo sul piatto della bilancia e giungere, nell'arco di un paio di settimane, alla sottoscrizione di un protocollo che dia soluzione alla vertenza.

La seconda frenata dell'industria arriva nel pomeriggio sul tavolo aperto per la tipizzazione di nuovi modelli contrattuali, così come richiesto dalla normativa introdotta con il decreto "cresci Italia".

In questo caso, niente di nuovo: l'industria é semplicemente indisponibile a entrare nel merito dell'articolato dei nuovi contratti, volendosi limitare esclusivamente all'enunciazione dei nomi dei contratti utilizzabili.

Una posizione che formalmente viene fatta risalire a supposti veti Antitrust -dei quali tra l'altro non c'é traccia in nessun atto formale dell'Autorità e sono stati negati direttamente dal Presidente Petruzzella ai Presidenti di Faib e Fegica nel corso di un recente incontro- ma che, di fatto, tradisce l'incapacità dell'industria a fare sintesi della estrema divaricazione delle posizioni espresse al proprio interno.

Una difficoltà comprensibile, anche se non propriamente edificante, dietro la quale si nascondono le fortissime tentazioni presenti nelle compagnie che danno la stura alla pretesa di imporre ai Gestori i contratti che più aggradano e alle condizioni in quel momento per loro più convenienti. A cominciare dalla durata stessa dei contratti, sulla quale le compagnie non vogliono minimamente sentir parlare di concordare un valore minimo.

Un po' troppo per sperare nella condivisione sindacale, ma anche -ne siamo certi- in una sponda ministeriale.

50 euro

50 europistola 153x145
Li dai al benzinaio. Ma a chi gonfiano le tasche?

Platts

plattssp 153x145
Cosa si nasconde dietro la quotazione internazionale

Mercato

catenefarfalla 153x145
Tante liberalizzazioni nessuna liberalizzazione

Selfizzazione

self1
Mettono il self service e lo chiamano progresso

Pompe bianche

pompa bianca 153x145
Il segreto? Comprano in extrarete e senza esclusiva