I cosiddetti retisti indipendenti “vuotano il sacco”.
Lo fanno attaccando tutto e tutti: dal Governo all’Eni, dal platts al sistema della logistica, dallo “scontone” all’extrarete.
Lo fanno attraverso la voce accorata del Presidente Franco Ferrari Aggradi che, in alcuni passaggi, appare persino rotta dall’emozione, a testimonianza di un profondo malessere evidentemente palpabile che si avverte in Assopetroli, riunita lo scorso 11 luglio nel consueto appuntamento annuale.
Diciamo subito che ce n’è anche per “Libera la benzina!” -liquidato come un “disegno avventurista e demagogico”- ma questa non è certo una novità.
D’altra parte, è ormai chiaro a tutti che lo stato drammatico in cui versa il settore non può certamente essere addebitato a qualcosa che si è fermata sulla soglia della pura ipotesi.
E -sia detto senza alcuna volontà polemica- alcune denunce ed alcuni toni utilizzati ieri in Assemblea, sembravano echi di quelli già risuonati in qualche platea di quella “parte del mondo sindacale dei gestori” dipinta fino a ieri come l’origine unica di tutti i mali.
Ciò che, al contrario, non può non essere rilevato come novità assoluta sono invece proprio quelle denunce e quei toni che hanno convinto il Presidente di Assopetroli a concludere in modo ultimativo che “è giunto il momento di affrancarci”, fare “massa critica per accedere, sotto il profilo degli approvvigionamenti, ad altri mercati oltre quello nazionale”.
Si tratta del preannuncio di una “rottura storica” con il “sistema italiano” perché mette in crisi l’impalcatura del “convenzionamento”, che ha retto finora oltre il 40% degli impianti della rete nazionale, e ne prefigura l’alternativa proprio attraverso la denuncia degli accordi di fornitura in esclusiva che hanno garantito lo sbocco certo all’industria petrolifera operante in Italia, oltre gli impianti detenuti direttamente.
Una sfida difficile, avverte Ferrari Aggradi, ma “che si impone per uscire da una condizione di estrema vulnerabilità”, di cui si avverte finalmente tutta la consistenza non già in forza dell’ennesimo recente intervento normativo dal quale, per altro, “è certo attendersi passi avanti nel riordino del mercato”.
Chi “sta incenerendo il mercato, distruggendo valore, segnando una svolta dagli sviluppi imprevedibili” è proprio il leader del mercato attraverso l’iniziativa “riparti con eni”.
Ma questo non rende l’idea della ferocia, la determinazione e l’enfasi con la quale Assopetroli prende di petto il “caneaseizampe”.
“I 180 milioni di euro di perdite dichiarate in questa operazione saranno recuperati facilmente da Eni. Non solo con gli extra-profitti della fase estrattiva attraverso una corporate attiva lungo tutta la filiera dell’energia, profitti particolarmente ingenti negli ultimi mesi per il caro-barile a 120 dollari, ma con le infinite opportunità di scambio che l’azionista Governo è in grado di offrire.”
Un passaggio della relazione che trasuda sangue ad ogni parola e lascia volutamente intendere e allude ben oltre il contenuto letterale di quanto detto.
Ma Ferrari Aggradi, a scanso di equivoci, vuole chiarire a tutti il ruolo che l’“azienda pubblica in posizione dominante” ha deciso di assumere oltre e al di la dell’episodio “scontone” che pure strangola gli operatori indipendenti privi di “alcuno strumento da opporre allo strapotere di chi si può permettere vendite sottocosto”, che fornisce la “conferma inconfutabile” di come “le compagnie hanno semplicemente lucrato sulle spalle degli italiani, giustificando i continui aumenti dietro la cortina fumogena del platts” e che si scarica pesantemente persino sull’extrarete, lasciando “i nostri operatori annichiliti rendendoli destinatari, unicamente, di quella fascia di clientela che ha difficoltà nel pagare con puntualità”.
Ad Assopetroli non sfugge -e come potrebbe?- l’offensiva in grande scala che Eni ha scatenato in ogni sede per chiudere, ex lege(?!), migliaia di impianti “e, primi tra questi, quelli di proprietà degli operatori indipendenti”.
Quel che giustamente proprio non va giù ai retisti è che “molti di questi impianti erano di proprietà Eni che, pochi anni or sono, con il progetto “pacchetti”, li ha venduti ad operatori indipendenti, patrimonializzando, invece di provvedere alla loro chiusura”.
Come a voler dire che Eni, con quei 7000 impianti oggetto della sua “cura dimagrante”, ha già fatto “efficienza” ai danni del mercato tre volte: la prima dismettendo la sua parte di rete meno efficiente, la seconda vendendola a caro prezzo, la terza lasciando agli acquirente l’onere di investire per riammodernare e manutenere impianti spesso lasciati in condizioni pietose.
E adesso va in cerca della quarta, ricordandosi solo ora che quegli impianti andavano chiusi e cercando di cancellarli con un tratto di penna, magari legislativa.
Insomma, quello che emerge prepotente, senza lasciare molto all’immaginazione o all’interpretazione, persino nell’ottica di un attore che ha sempre intrattenuto “buoni rapporti” con l’azienda leader, riconosciuta come interlocutore privilegiato, è che Eni ha ormai perso quei connotati di competenza, moderazione, responsabilità e lealtà che sono valsi ad AgipPetroli, in altra epoca, il riconoscimento di quel ruolo guida, di una leadership che viene attribuita spontaneamente, indipendentemente dalla consistenza delle quote di mercato, a chi sa mantenere una visione di sistema, pur nelle dinamiche competitive.
Eni non si é solo “isolata” e nemmeno “si è posta al di fuori del mercato”. Approfittando di una condizione di vantaggio acquisita non certo per meriti imprenditoriali, si muove letteralmente “contro il mercato” calpestando e distruggendo chiunque gli capiti -prima o dopo- fra i piedi.
Accogliamo, loro malgrado e senza ironia, anche i retisti indipendenti e Assopetroli nel club.
Il testo integrale della Relazione del Presidente Assopetroli, Franco Ferrari Aggradi
- ALESSE (COMM.SCIOPERO): CONVOCHEREMO I PETROLIERI
- TAMOIL ABBANDONA LA SALERNO-REGGIO
- LA CAMPAGNA "RIPARTI CON ENI" E' AMORALE
- ESSO SELFPIU'. GESTORI ESPOSTI CON LE BANCHE. COMINCIANO A FIOCCARE LE DISDETTE
- I PETROLIERI CALANO LA MASCHERA: SUI CONTRATTI NESSUNA TRATTATIVA
- PRIME FILE ANCHE SULLA SA-RC, MA NON PER GLI SCONTI
- ADICONSUM: TRASFORMARE GLI SCONTI OCCASIONALI IN PREZZI DI SISTEMA
- IPERINCASSI: ASSALTO AI DISTRIBUTORI
- CONTINUIAMO COSÌ: SPERIAMO NELLO SCONTONE
- GELO ALL'UNIONE, BRIOCHE AL POPOLO

















