Passato oltre un mese di "silenzio" dall'approvazione nel Consiglio dei Ministri del 13 dicembre scorso del disegno di legge contenente, tra le numerose e variegate disposizioni, anche le norme per la razionalizzazione della rete carburanti, il tema si ripropone con l'ennesimo ripensamento, a testimonianza di una confusione che, già di per sé, autorizza le peggiori preoccupazioni.
Le dichiarazioni del capo della segreteria tecnica del Ministro Zanonato, Stefano Firpo, riprese da un articolo pubblicato su Il Sole 24 ore di ieri, annunciano l'intenzione del Governo di stralciare alcuni articoli, tra i quali anche quello in questione, perché vengano inseriti nel decreto legge cosiddetto "destinazione Italia".
La decisione sarebbe da mettere in relazione con il progressivo svuotamento dell'originario ddl dopo le osservazioni critiche del Capo dello Stato sulla prassi di comporre provvedimenti "omnibus", dove cioè vengono raccolte norme del tutto eterogenee e spesso del tutto estranee al corpo principale della legge.
D'altra parte, non sembra che anche questo decreto legge in formazione sia immune da tali critiche o che siano proprio del tutto evidenti, parlando di razionalizzazione della rete, i requisiti di necessità ed urgenza che -per legge- debbono possedere le norme per poter essere inserite in uno strumento di decretazione d'urgenza.
Nel caso specifico, poi, sono note le ampie riserve manifestate, sia nel merito che nel metodo, non solo dalle Organizzazioni dei Gestori sulla stesura delle norme che dovrebbero portare, nelle intenzioni dichiarate, alla chiusura di 5.000 punti vendita, senza alcun preventivo confronto.
L'improvvisa sterzata verso il decreto legge, quindi, complica non poco la necessaria opera di approfondimento e di correzione che l'iter legislativo ordinario potrebbe meglio consentire.
Anche per affiancare alle misure volte ad adeguare la consistenza numerica della rete, quei provvedimenti indispensabili per rispondere ad un processo di riforma del settore atteso da tempo, ormai indispensabile per fronteggiare la cronica assenza di progetto e di strategia industriale e la conseguente crisi sistemica che va ben oltre i contorni peraltro drammatici della crisi economica generale.
E' da queste considerazioni che nasce la comunicazione congiunta che Faib, Fegica e Figisc hanno appena recapitato a Zanonato, chiedendo su questi temi un incontro urgente che lo stesso Ministro ha fin qui sempre negato dall'atto del suo insediamento.
Di seguito e in allegato, riproduciamo il testo della comunicazione.
COMUNICAZIONE URGENTE A MEZZO FAX/E-MAIL
On.le Flavio Zanonato - Ministro Sviluppo Economico
Prof. Claudio De Vincenti - Sottosegretario MISE
Sen. Simona Vicari - Sottosegretario MISE
Testo:
Le scriventi Federazioni apprendono, a mezzo stampa, l'intenzione di codesto Ministero di utilizzare strumento della decretazione d'urgenza per l'ennesimo intervento sulla rete distribuzione carburanti, contrariamente a quanto assicurato in precedenza e senza alcun confronto preventivo sui contenuti.
La situazione ipotizzata preoccupa le scriventi per i possibili effetti distorsivi sulla rete di distribuzione carburanti, sulle imprese di gestione e sui lavoratori già provati da una situazione recessiva, da una fortissima contrazione delle vendite e caratterizzata da chiusure e fallimenti delle piccole imprese di distribuzione: tutte situazioni conseguenti alla mancata definizione di un progetto industriale e di un complessivo di riassetto e riammodernamento del settore, con il concorso di tutti i soggetti interessati.
Ciò sta determinando una fortissima fibrillazione che rischia di vanificare ogni possibilità di costruttivo confronto acuendo, per l'intero comparto, una condizione al limite della drammaticità.
Su questi temi scriventi chiedono un immediato incontro che chiarisca anche i contorni dell'iniziativa legislativa.
Vivissime cordialità.
F.to: Marino Landi - Roberto Di Vincenzo - Maurizio Micheli
Faib-Fegica-Figisc vs Zanonato per richiesta incontro - 22.1.2014.pdf
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