E' davvero difficile per chiunque abbia un approccio sereno e in buona fede riuscire a comprendere in quale modo e per quali ragioni il negoziato con Eni R&M sia passato da mesi di lungo, complicato, intenso, ma alla fine sempre costruttivo confronto, ad una fase di strappi, forzature, imposizioni orientate più ad esibire la propria forza, dando dimostrazione di poter punire e umiliare, non essendo in grado (o forse non ritenendolo degno del proprio "rango") di spiegare le proprie ragioni e di convincere.
Di colpo e all'improvviso, proprio sul punto di "chiudere", la consapevolezza del momento e il rispetto del ruolo e delle ragioni d'essere dell'altro, che conbinati insieme stavano finalmente consentendo la definizione di un equilibrio più teso a restituire la speranza di un futuro (per tutti) che a mettere riparo ai drammatici guasti del passato e del presente, sono stati sostituiti da atteggiamenti sprezzanti, in una escalation apparentemente fuori controllo che inizia schiacciando il negoziato, continua travolgendo una ad una le capanne dei gestori e finisce incredibilmente per interessare, con fare minaccioso, persino il Ministero e le leggi in forza delle quali esso attiva le sue prerogative.
Il tutto avviene senza alcuna remora, anzi esibendolo, quasi come se dovesse avere un carattere esemplare.
Ma rivolto a chi? Non certo ai gestori, che bene conoscono la "lezione" e in tempi recenti ne hanno ripetutamente dovuto subire le conseguenze sulla loro pelle.
Per ottenere cosa? Non certo una nuova conquista "epocale" (l'ennesima, dopo la quale ce n'é sempre un'altra dietro cui nascondersi): se davvero si volesse un nuovo modello contrattuale sarebbe sufficiente togliere il proprio veto e affidare il mandato a UP per negoziarlo, così come i sindacati si sono resi disponibili a fare da anni e, soprattuo, così come pretende la legge.
Vorremmo sbagliarci, ma l'impressione che se ne ricava è che, da un certo momento in avanti, vale a dire dal momento in cui é stato chiaro che si poteva "chiudere", che c'era il "rischio" concreto che si stesse per farlo, ha cominciato ad essercene sempre un'altra: prima tutti no! ad ogni proposta di mediazione, poi rottura del tavolo, quindi di nuovo sulla rete con macchinette e sconti invertendo di 180 gradi la rotta voluta con il negoziato a lungo intavolato, poi improvvisamente il contratto di commissione e ancora la pretesa di decidere pure le delegazioni della controparte e "vedere" solo i Presidenti.
Infine, da ultimo (speriamo), ecco la lezione di diritto impartita direttamente al Governo reo, quando ha avviato la procedura per la mediazione della vertenza collettiva ai sensi dell'art. 1, comma 6, del d.lgs. 32/98 (vedi comunicazione Mise del 27.2.2014), di non aver compreso che "non sussistano i presupposti per qualificare lo stato del confronto tra noi in essere quale vertenza collettiva interprofessionale per la quale é previsto dal D. Lgs. 32/98 il tentativo di mediazione da parte dl Ministero dello sviluppo economico" (confronta più avanti la comunicazione Eni R&M di ieri sera).
Di seguito pubblichiamo, per trasparenza e monito, non perché se ne possa andare fieri, il ripetuto scambio di comunicazioni avviato nelle ultime 48 ore, immediatamente dopo che Faib, Fegica e Figisc avevano relazionato al Ministero gli esiti dell'incontro di lunedì scorso e chiesto un nuovo risolutivo intervento (confronta la comunicazione congiunta di Faib, Fegica e Figisc del 12.3.2014).
Da questo carteggio emerge, al momento in cui scriviamo, la previsione di un nuovo incontro tra le parti fissato per lunedì 17 prossimo.
E' davvero operazione sempre più ardita ed improbabile riuscire a far credere che i gestori non abbiano ancora fatto la loro parte ben oltre quanto sarebbe stato lecito chiedergli.
E ormai mostra la corda, per usare un eufemismo, persino rinfrescare retaggi del passato e vecchi luoghi comuni secondo i quali sarebbe il Sindacato a frenare, quello che "non vuole fare niente".
E' arrivato il momento di cambiare strada, abbandonare vecchie ed ormai sconfitte certezze e finalmente guadare avanti.
L'occasione é ancora lì, a portata di mano.
Tuttavia é chiaro come sia fondamentale e necessario trovare la forza e la responsabilità di rimuovere altre e differenti motivazioni, incomprensibili e comunque estranee al negoziato, per tornare immediatamente ad un clima in cui siano tangibili consapevolezza della drammaticità del momento, rispetto delle ragioni altrui e dei rispettivi ruoli (possibilmente anche delle leggi) e comprensione di come un tale negoziato possa e debba avere positivi riflessi ben oltre l'ambito aziendale, per l'intero settore e, oseremmo di dire, nell'interesse generale.
Comunicazione via posta elettronica del 12.3.2014, ore 17:25, di Eni R&M vs Faib, Fegica e Figisc
Gentili Presidenti,
Abbiamo il piacere di invitarvi ad un incontro lunedì prossimo 17 marzo pv alle ore 11,00 presso i ns. uffici di Roma, Via Laurentina n. 449, palazzina C, 6° piano.
L’incontro è ristretto ai soli Presidenti delle Vs. Organizzazioni per continuare il confronto avviato lunedì scorso.
Vogliate confermare Vs. partecipazione.
Cordiali saluti.
Comunicazione via posta elettronica del 14.3.2014, ore 11:36, di Faib, Fegica e Figisc vs Eni R&M
Egregi Signori,
riscontriamo volentieri la Vostra comunicazione con la quale ci invitate ad un incontro per il prossimo 17 marzo, presso i Vostri uffici per "continuare il confronto avviato lunedì scorso".
Come è a Vostra e generale conoscenza, sull'andamento della vertenza abbiamo richiesto un ulteriore intervento del Ministero dello sviluppo economico – che, in quanto ha richiesto di essere informato sugli sviluppi, ci legge per opportuna conoscenza - il quale si era peritato di promuovere quel tentativo di conciliazione delle vertenze collettive che è tuttora in corso di svolgimento. E, correttezza istituzionale vorrebbe che entrambe le Parti attendessero le riflessioni del Viceministro prima di approfondire le posizioni.
Nel merito, ciò nonostante riteniamo, per non lasciare nulla di intentato, di poter accedere all'invito, ribadendoVi tuttavia che, pur avendo preso visione della bozza aziendale di contratto di commissione che ci avete inviato, continuiamo fermamente a ritenere che l'unica sede indicata dal legislatore per definire i nuovi modelli contrattuali non possa che essere esclusivamente quella della Vostra Associazione di categoria, l'Unione Petrolifera.
In quella sede non avremo alcuna difficoltà a prendere in esame, fra le altre, anche la proposta da voi avanzata, semprechè sia effettuata dall'Unione Petrolifera medesima a nome di tutte le Aziende associate.
Peraltro, qualora riteneste di utilizzare l’incontro pro bono, rispondendo positivamente alle sollecitazioni che nel richiamato incontro abbiamo ripetutamente effettuato e, cioè quelle di siglare l'intesa economica ed avviare la stesura dell'accordo più generale secondo i contenuti che abbiamo già parzialmente individuato (anche con i Vostri legali), saremo lieti di garantire - nelle more delle riflessioni rimesse al Ministero - la nostra presenza allargata alle ns/ delegazioni, per quanto ristrette, necessariamente indispensabili per siglare la parte economica.
Vivissime cordialità.
Comunicazione allegata a posta elettronica del 14.3.2014, ore 17:11, di Eni R&M vs Faib, Fegica e Figisc
Gentili Presidenti,
nel dare riscontro alla Vs. conferma di partecipazione all'incontro da noi propostoVi, che vi chiediamo per motivi logistici di posticipare alle ore 15.00 di lunedì 17 marzo 2014, teniamo a confermarVi che riteniamo non sussistano i presupposti per qualificare lo stato del confronto tra noi in essere quale vertenza collettiva interprofessionale per la quale é previsto dal D. Lgs. 32/98 il tentativo di mediazione da parte dl Ministero dello sviluppo economico.
Quanto sopra ribadito, riteniamo utile un incontro ristretto alle sole Presidenze delle Organizzazioni da Voi rappresentate, avendo l'incontro propostoVi la condivisione e la sottoscrizione tra le Parti di un Protocollo d'Intesa che riporti gli elementi principali, economici e normativi, che saranno poi oggetto di un accordo da sottoscrivere dalle rappresentanze allargate, secondo le diverse necessità, e di Eni e della Vs. Organizzazioni.
Certi un Vs. cortese riscontro cogliamo l'occasione per distintamente salutarVi.
Comunicazione allegata a posta elettronica del 14.3.2014, ore 20:02, di Faib, Fegica e Figisc vs Eni R&M
Egregi signori,
riscontriamo la vostra comunicazione appena ricevuta per significarvi che non possiamo accettare la vostra lettura della norma contenuta nel d.lgs. 32/98 -e successive modificazioni/integrazioni- che, invece, è pienamente applicabile al caso di specie in quanto, come universalmente riconosciuto, l'impianto normativo di base (32/98) si è evoluto con le Leggi 57/01 e 27/12: di ciò è testimonianza lo stesso Ministero dello Sviluppo Economico, cui la presente è diretta per conoscenza, che ha avviato la procedura, convocandoci ai sensi dell'articolo 1, comma 6 della contestata norma.
Ciò premesso, siamo ancora una volta a ribadirvi la nostra piena e totale disponibilità a partecipare -Lunedì 17 alle ore 15.00'- all'incontro che ci avete richiesto, ma esclusivamente per perfezionare l'intesa economica -già individuata per gli aspetti macro- e darle piena ed immediata operatività.
Gli aspetti legati all'adozione di nuovi contratti (di commissione), che voi insistete per affrontare in questa fase non possono in alcun modo essere approfonditi in sede aziendale in quanto rimessi, dal Legislatore, alla contrattazione orizzontale e cioè ad un accordo quadro da sottoscrivere -come abbiamo già fatto con Assopetroli e Consorzio Grandi Reti- in sede di vostra rappresentanza associativa (Unione Petrolifera). Sarebbe oltremodo imbarazzante infatti procedere -fuori da ogni contesto normativo definito dal Parlamento ad un accordo aziendale sulla materia senza prima aver raggiunto un'intesa sul quadro generale che veda coinvolte tutte le compagnie petrolifere aderenti all'Unione.
Con questo spirito, con questi intendimenti e rivendicando il nostro diritto ad essere assistiti da delegazioni -ancorché ristrette- vi confermiamo la nostra disponibilità all'incontro.
Per la chiarezza: fuori da questo percorso non sarebbe possibile, per noi, ricercare alcuna sintesi ed alcun perfezionamento della parte economica. Il protocollo d'intesa che voi avete in animo di sottoporci, potrà essere oggetto di una successiva riunione che avvenga, in perfetta discontinuità con l'intesa economica, a partire dal giorno successivo a quella della piena operatività del'intesa economica stessa e della stesura del conseguente accordo complessivo, peraltro già parzialmente condiviso con i vostri legali.
Vivissime cordialità.
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