A fronte dell’estrema lentezza con cui procede il confronto per il rinnovo dell’accordo economico-normativo con Eni, Faib e Fegica hanno valutato l’opportunità di inviare una comunicazione al Viceministro De Vincenti per aggiornare il Ministero sullo stato del negoziato, così come erano state invitate a fare nel momento in cui lo stesso Ministero aveva ricevuto la disponibilità dell’azienda a riprendere il tavolo di contrattazione interrotto.
Nella comunicazione, tra l’altro, si spiegano le ragioni per le quali la trattativa può ormai dirsi bloccata, ravvisando un atteggiamento aziendale che tende consapevolmente a dilatare oltre ogni limite i tempi del negoziato, mentre nell’attesa per un verso sempre più gestori sono spinti verso criticità economiche insopportabili e dall’altro prosegue l’azione “one to one” di eni tesa ad imporre le proprie condizioni.
In particolare, Preoccupazioni sono state espresse per lo spostamento di impianti verso “cluster” con prezzi penalizzanti, nei confronti di quei gestori che non intendano aderire alle nuove condizioni di “iperself h24”.
La stessa nuova proposta di incontro per martedì 22 sembra confermare il contesto esposto, considerato che Eni vorrebbe limitarsi a “illustrare” una bozza di accordo di cui viene “promessa” la consegna alle Organizzazioni di categoria già dai primi di novembre dello scorso anno e riaffermata nella riunione dello scorso 1 aprile .
Quindi, una situazione di stallo che sta producendo danni ulteriormente ingenti per le gestioni.
In questo contesto, Faib e Fegica, hanno ritenuto di avanzare la richiesta al Ministero dello sviluppo economico perché riassuma presso di sé il tentativo di conciliazione collettiva già avviato, anche per scongiurare che, in una tale condizione di blocco, possano determinarsi nuove occasioni di frizione che allontanino maggiormente la soluzione positiva della vicenda.
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