Più che il dolor, pote' il digiuno.
Più che lo sciopero, sembra essere proprio il "NO RID DAY" a scatenare scomposti segni di nervosismo.
Tanto che costringe Eni a fare quel che in genere rifugge in ogni modo: prendere carta e penna e mettere nero su bianco.
Sul portale "dedicato" ai gestori, nella giornata di ieri é apparsa una breve notizia, nella sezione news, che "chiarisce" il destino che attende i gestori che dovessero impudentemente partecipare all'inizitiva di protesta contro le continue e ripetute violazioni di leggi e accordi sottoscritti.
Passaggio a pagamento con assegno circolare, escussione della fideiussione, disdetta del contratto e denuncia alla magistratura.
Qualcuno sussurra che stiano seriamente valutando se, tra le pieghe del contratto, non ci siano gli estremi anche per qualche punizione corporale.
Quando il portale dedicato ai gestori ne dovesse dare notizia, ve ne daremo prontamente conto.
Per intanto, pubblichiamo il testo integrale della "news" messa on line ieri.
14 Dicembre 2012
Informativa alle gestioni
Nell’ambito delle iniziative promosse dalle associazioni di categoria dei gestori, è stata proposta, tra le altre forme di protesta, l’istituzione di un “NO RID DAY”, ovvero il mancato pagamento di una fornitura carburanti in un giorno compreso tra il 21 e il 23 dicembre p.v.
Al fine di evitare che alcuni gestori possano considerare il mancato pagamento di una fornitura alla stregua di altre legittime forme di protesta, eni ritiene opportuno chiarire che un tale comportamento costituisce un grave inadempimento delle obbligazioni assunte da ogni singolo gestore verso eni con il contratto di fornitura di carburanti e che a fronte dello stesso eni attiverà immediatamente tutti i rimedi contrattuali e di legge a tutela dei propri diritti e interessi.
In particolare, nei confronti dei gestori che si renderanno inadempienti all’obbligo di pagamento anche di una sola fornitura, eni adotterà senza indugio i seguenti provvedimenti:
1) passaggio alla condizione di pagamento con assegno circolare alla consegna;
2) escussione della fideiussione bancaria o attivazione di altre garanzie prestate;
3) ogni ulteriore misura ai sensi dei contratti di fornitura e comodato o di legge, anche in via giudiziaria.
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