Dopo quello di "prestatore d'opera" redatto da Eni, le Organizzazioni di categoria dei gestori hanno recapitato al sottosegretario De Vincenti anche i contratti di "appalto di servizi" introdotti da TotalErg e Kupit.
Con identico testo rispetto alla prima comunicazione del 15 gennaio scorso, Faib, Fegica e Figisc hanno denunciato, come già avvenuto per Eni, la violazione "delle previsioni contenute da ultimo nella l. 27/2012, nonché del ruolo dalla medesima norma attribuito al Ministero dello sviluppo economico relativamente alla introduzione di nuove tipologie contrattuali."
"Oltre tutto -prosegue la comunicazione congiunta- il contratto adottato da TotalErg e Kupit viola manifestamente le leggi speciali che regolano il settore per ciò che riguarda gli elementi economici che dovrebbero essere regolati attraverso specifici accordi interprofessionali aziendali stipulati con le organizzazioni di categoria, ai sensi della L.57/01 espressamente richiamata nella normativa approvata nel 2012."
"Con ciò senza sottacere che tale contratto appare finanche in netto contrasto con la normativa che regola i rapporti di lavoro dipendente che, in modo surrettizio, viene aggirata nell’interesse della compagnia petrolifera."
I testi contrattuali, del tutto sovrapponibili tra loro e con quello adottato da Eni, sono allegati alle rispettive comunicazioni e spiegano meglio di ogni altro strumento i reali obiettivi che l'industria petrolifera nel suo complesso intende perseguire, in termini di "ruolo" del gestore, di cancellazione di ogni livello di negoziazione e persino dell'abbandono di ogni freno inibitore rispetto al travolgimento e al disprezzo riservato alle norme, speciali e non, che regolano e tutelano la semplice convivenza civile.
Elemento, quest'ultimo, che non potrà essere misconosciuto quando, ormai inevitabilmente, i gestori saranno costretti, extrema ratio, a fare ricorso diffusamente ad un giudizio terzo per ristabilire la legalità nel settore, dopo che la categoria ha esplorato, oltre ogni ragionevole limite, ogni tentativo di ricomposizione negoziale, oltreché di riforma condivisa del settore.
Tutto questo però -deve essere chiaro- non autorizza in nessun modo le Istituzioni a sentirsi esonerate dall'esercitare le responsabilità che le sono assegnate anch'esse dalla Legge, limitandosi ad osservare da lontano lo strame che viene fatto delle norme che esse stesse hanno voluto e deliberato.
E' per questo che, con l'occasione, Faib, Fegica e Figisc hanno nuovamente reiterato la richiesta al Ministero dello sviluppo economico di attivare la procedura di mediazione per le vertenze collettive, in particolare questa volta nei confronti di TotalErg e Kupit, così come prevede il d.lgs. 32/1998, confemato dalla recentissima legge 27/2012.
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