La legge regionale n.1/2012 della Campania introduce "un certo grado di concorrenza sia all'interno di una stessa area di servizio sia tra aree contigue. In particolare il dispositivo, indicando l'obbligo di superfici minime per lo svolgimento delle attività di bar e di promozione dei prodotti tipici campani, consente una attività accessoria a quella prevalente della vendita dei carburanti, in locali idonei, garantendo più ampie possibilità di scelta ai comsumatori con miglioramento dei servizi offerti in termini di qualità e prezzo."
E' uno dei diversi passaggi significativi di una comunicazione prodotta dal Settore Regolazione dei Mercati della Regione Campania ed inviata, tra gli altri, ai Presidenti di Faib, Fegica ed Anisa, successiva alle note di approfondimento interno alla Regione in materia di affidamento delle attività non oil presso le aree autostradali, con particolare riferimento alla tratta A3 Salerno-Reggio Calabria, circolate dopo le comunicazioni congiunte dei sindacati dei gestori del 16 gennaio e del 15 febbraio 2013.











Si é aperto, il 20 febbraio scorso, il procedimento intentato dal Codacons e dal suo Presidente, Carlo Rienzi (in foto), a Faib e Fegica da una parte e all'Antitrust dall'altra.
Un settore, quello della distribuzione carburanti e più in generale del petrolio, lasciato da anni, dalla distrazione colpevole della politica, in balia di se stesso oltreché di qualche stregone a cui é stato consentito di farne il proprio privato bivacco.
Dopo quello di "prestatore d'opera" redatto da Eni, le Organizzazioni di categoria dei gestori hanno recapitato al sottosegretario De Vincenti anche i contratti di "appalto di servizi" introdotti da
Secondo i canoni lungo i quali si muove generalmente il meccanismo dell'informazione non sarebbe propriamente una "notizia": é una vicenda che, ormai, si ripete tutti i giorni, in tutto il Paese.
Le organizzazioni di categoria dei gestori indirizzano una nuova 
Durata zero, mille responsabilità e seicentosessantasei euro al mese.
Il Consiglio Comunale di San Benedetto del Tronto ha "deliberato di individuare, in un’ottica di mercato aperto e concorrenziale, un’area di proprietà comunale con espresso riferimento al settore della distribuzione di carburanti “no logo” per fare rifornimento di carburante low cost, settore in cui l’attuale assetto normativo permette di incrementare la concorrenzialità, l’efficienza del mercato e la qualità dei servizi".






